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Save the date 

• Ricordo a tutti miei cari followers che tra esattamente due giorni, sabato 21 gennaio presso il BookStop di Brescia avrà luogo la presentazione del mio primo romanzo Autobiografia mancata • 

VI ASPETTO!!!

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Che cos’è un Giveaway!?!

Risultati immagini per GiveawayCome dice la parola stessa, il Giveaway è un omaggio, una sorta di concorso nel quale ci si aggiudica un regalo. Ogni Giveaway ha una scadenza, che sarà il “creatore” a stabilire, può durare da qualche ora o anche ad un mese, l’importante è partecipare nei limiti della data prestabilita in scadenza. Il MIO personale Giveaway sarà lanciato il prossimo 10 dicembre sulla piattaforma Goodreads,un social network dedicato al meraviglioso mondo dei libri. Scopo principale del Giveaway è di far conoscere la propria opera a titolo gratuito in cambio di recensioni sincere e dettagliate sulle piattaforme online. Quindi cari followers se volete provare ad aggiudicarvi una delle 3 copie di AUTOBIOGRAFIA MANCATA messe in palio sulla piattaforma non dovete fare altro che connettervi a Goodreads a partire dal 10 dicembre, cliccare sul pulsante “Enter Giveaway” e attendere speranzosi il termine del concorso!!! 

• Stay Tuned •

 

 

 

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Al via la 53esima edizione del Wildlife Photographer of the Year 

Il Wildlife Photographer of the Year è il concorso di fotografia naturalistica più antico e prestigioso al mondo. Il concorso  utilizza la fotografia per mostrare le percezioni relative al mondo naturale, contribuendo a promuovere la sostenibilità e salvaguardia della fauna selvatica.
Celebra la biodiversità, l’evoluzione e le origini della vita e desiderio principale dell’organizzazione è quello d’ispirare una maggiore comprensione della natura.
La manifestazione promuove una fotografia naturalistica etica, con una rappresentazione fedele del mondo naturale con immagini non sottoposte a eccessiva manipolazione digitale, accompagnate da didascalie veritiere e scattate nel rispetto totale degli animali. Le iscrizioni per prender parte alla 53esima edizione del concorso apriranno lunedì prossimo (24.10.2016) e si chiuderanno il 15 dicembre. Il concorso comprende una sezione dedicata agli adulti, aperta ai fotografi  di età superiore ai 18 anni, e un concorso per giovani, aperto ai fotografi di età pari o inferiore ai 17 anni. Quindi ragazzi ricercate i vostri scatti migliori ed incrociate le dita!!! Per info ed iscrizioni: nhm.ac.uk

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Il biglietto aereo per il giro del mondo (a meno di) 1.500 euro

Articolo tratto da Vanity Fair – Categoria Viaggi Traveller

di Maria Grazia Biscotti

Immaginate di poter trascorrere una giornata di shopping in Rodeo Drive, concedervi un po’ di relax sotto il sole delle Fiji e poi volare verso i paesaggi della Nuova Zelanda, il tutto senza rischiare di mandare in rosso il vostro conto in banca. Con l’opzione Round the World adesso è possibile. L’iniziativa, lanciata dalla compagnia aerea Air New Zealand in accordo con compagne partners, si rivolge ai globetrotter che in viaggio verso Australia e Nuova Zelanda ora possono aggiungere stopo over in 10 destinazioni di Asia, America e nel Pacifico.

Con una spesa di circa 1.500 euro (ma anche meno, a seconda dell’itinerario) i viaggiatori potranno acquistare uno speciale biglietto aereo, valido 12 mesi e diretto verso Nuova Zelanda o Australia, ed avere la libertà di fermarsi sulla strada: uno stop in andata e uno al ritorno nel biglietto base (ma se si possono aggiungere altre “fermate”), da scegliere tra 4 destinazioni in Asia (Hong Kong, Shanghai, Singapore o Tokyo), 2 negli Stati Uniti (Los Angeles e San Francisco), 1 in Canada (Vancouver) e 3 nel Pacifico, alle Isole Cook, nelle Fiji o a Tahiti (ma nel caso delle isole pacifiche bisogna aggiungere 175 sterline per ogni stop, e un altro extra per isole diverse da queste tre). 

COME SI FA

Per prenotare cliccate sulla “bussola di prenotazione” della Ricerca Guidata e scegliete il vostro itinerario, oppure, se si vuole estenderlo, si passa alla pagina di “prenotazione personalizzata” e si aggiungono più tratte e scali diversi (ma il prezzo in questo caso si alza). L’abilità sta nello sfruttare al meglio il motore di ricerca cercando gli itinerari insieme più fantasiosi, emozionanti, economici. Tenendo presente che l’offerta è valida per partenze da London Heathrow, o da Parigi Charles de Gaulle (quindi dagli aeroporti italiani è necessario aggiungere un biglietto di avvicinamento). Noi ci siamo esercitati tutto il giorno con viaggi da sogno e con risultati di grandissima soddisfazione. Per esempio: tutto il mese di maggio in giro per il mondo, partendo il 1 maggio da Londra, per Vancouver, poi Sydney, quindi Tokyo e a casa il 31 maggio ha un costo di 1400 sterline.

Potrete quindi pianificare il vostro giro del mondo seguendo gli esempi di itinerari indicati direttamente sul sito oppure modificare le opzioni di sosta in base ai vostri tempi ed esigenze. Un esempio: se decidete di fermarvi in Asia potrete scegliere se passeggiare tra le strade affollate di Hong Kong e Shangai, bere sake nel centro di Tokyo o perdervi tra le migliaia di varietà di piante dei giardini botanici di Singapore. Così come una volta atterrati a Los Angeles e aver passeggiato sulle spiagge di Malibu potrete decidere di ripartire da San Francisco dopo aver assaggiato i sapori della West Coast. A questo punto rimane un’ultima scelta, forse la più difficile: cosa metto in valigia?

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Invito alla lettura: “La bambola nera”

 Buongiorno a tutti cari amici!!! Come ben sapete ho di recente concluso il corso teorico diretto da AIEA per la formazione di aspiranti guide di safari in Africa. Durante i weekend del corso ho conosciuto persone comuni segnate da esperienze di vita extraordinarie. Una di queste, Anna Re, di cui già vi avevo parlato in uno dei post precedenti, in collaborazione con un altro partecipante al corso hanno realizzato un eBook riguardante la nascita dell’Associazione Mosaico EuroAfricano e la storia della sua fondatrice. Il volume racconta infatti la vita di Cecilia Lachat, infermiera volontaria per molti anni in Guinea e Zambia. L’amore per l’Africa e la sua popolazione, nonché lo scontro quotidiano con la triste realtà di tanti bambini sfortunati, l’hanno spinta alla realizzazione di un centro d’accoglienza in Botswana (Ghanzi District – deserto del Kalahari – Africa australe) che si prende cura di circa 85 bambini, orfani e bisognosi. Io personalmente non ho ancora avuto il piacere di leggerlo (è stato pubblicato pochi giorni fa), ma sono certa che i racconti di Anna ci permetteranno di vivere emozioni e sentimenti che lei stessa ha vissuto sulla sua pelle in qualità di Vice-Presidente dell’Associazione.
Potete acquistare il libro seguendo il link che segue: http://www.ebookeditore.it

Tutto il ricavato verrà devoluto all’Associazione Mosaico EuroAfricano.

 

 

 

Aiutiamo l’Africa a sorridere

 

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Intervista a Benedetta Mazzini “Io viaggio da sola” 

Tratta dal sito http://www.klatmagazine.com/interviews/benedetta-mazzini-io-viaggio-da-sola-interview/17212

English version available on the website 

Parliamo di donne. Sulla tua pagina Facebook hai citato una frase di Rita Levi Montalcini: “Io sono la mia mente, il corpo faccia ciò che vuole”. Ovvero?

Una bomba, non trovi? Il discorso è che la nostra società ci rende schiavi. Noi donne, poi, siamo tanto più asservite perché abbiamo dei modelli irraggiungibili, o raggiungibili a un prezzo esorbitante.

Che modelli intendi?

Fisici ed estetici. È necessario essere per forza bellissime e giovanissime. Ma che senso ha? Non dovremmo fare nulla a discapito della nostra serenità e della sicurezza in noi stesse. Non è perché sei figa che automaticamente sei in gamba. Sei in gamba, poi magari sei anche figa.

Attraverso i tuoi viaggi hai conosciuto altri tipi di donne. Cosa abbiamo di diverso rispetto alle africane?

Non lo so, ma in Africa c’è davvero un altro modo di vivere la propria fisicità e il proprio corpo. Parlo di sensazioni che ho sentito sulla mia pelle. E in gran parte si tratta di paesi dove si pratica ancora l’infibulazione, dove la donna ha un ruolo subalterno, svolge le mansioni più faticose e manda avanti la baracca senza godere di alcun diritto.

C’è un episodio particolare che ti è rimasto impresso?

Nella tribù degli Hamar, in Etiopia, quando a un uomo viene concesso il permesso di sposarsi si organizza una grande cerimonia. Dai villaggi del circondario accorrono solo per lui tutte le donne di tutte le età, dai dodici agli ottant’anni. Arrivano nude o con una semplice gonna di pelle, a petto scoperto. Per ore si fanno frustare con un ramo dal futuro sposo. Ho visto volare brandelli di carne e sangue, perché fanno a gara a chi si fa frustare di più, per avere le cicatrici più grosse. Le donne cadono in una sorta di trance, e si buttano addosso al ragazzo che alla fine scappa terrorizzato da tutte queste invasate che gli implorano: “Prendi me, scegli me”. Una cerimonia incredibile.

Tu cosa hai provato?

Ero sconvolta perché queste donne non battono ciglio, non muovono un muscolo, non dicono nulla. Per loro è una cosa bellissima: più vieni frustata e più sei importante, più cicatrici hai e più dimostri di essere una donna forte capace di creare un’unione con chi ti frusta. Perché se quella stessa donna tra tre anni ha bisogno di qualcosa, va da colui che l’ha frustata e lui la deve accontentare. Questa cerimonia è parte integrante della tradizione Hamar, non è eliminabile. Una ragazza ha due possibilità: andare a studiare e vivere in città, se ne ha la fortuna, oppure partecipare a quel rito. Che non è un’imposizione, è un fatto culturale.

Però anche l’infibulazione è un fatto culturale.

La mutilazione è un atto imposto dal mondo maschile che la donna si lascia alle spalle nel momento in cui abbandona il villaggio. Se studi, se non sei più ignorante, non vuoi che tua figlia subisca la tua stessa pena. Comunque, stiamo parlando di realtà molto limitate che stanno quasi scomparendo, e che sono, benché orrende, molto affascinanti.

Quando ne parli ti si allargano gli occhi.

Sono esperienze che rendono tutto più grande. Ma una volta rientrata a Milano ho la mia vita anche qui, con il mio lato futile, leggero e divertente. Non è che non vado a comprare quattro paia di scarpe: me le compro e sono ben felice di farlo, perché vivo in un posto dove non solo me le posso permettere, ma anche mettere.

Da quanto tempo viaggi?

Ho sempre viaggiato tanto, affascinata da culture diverse, persone diverse, posti diversi. Ma l’Africa mi ha soggiogato immediatamente, e da subito ho cominciato a passarci molto tempo.

Il grande reporter polacco Ryszard Kapuściński ha scritto che in Africa “la prima cosa che colpisce è la luce. Luce dappertutto, forte, intensa. Sole dappertutto”. Cos’è invece per te il continente nero?

Un mondo con un sole meraviglioso, ma violentissimo. Non c’è niente di nero, e non c’è spazio per l’ombra: sugli uomini, sulle donne, sugli animali, sulla terra. Suona un po’ romantico, ma è così.

Cosa ti danno quei luoghi?

Appena atterro in Africa, non esiste più nient’altro. Il che è abbastanza rischioso, perché il tempo si ferma e allontana tutto: lavoro, fidanzato, famiglia – a parte mia madre (la cantante Mina, nda), che è sempre con me. In Africa non ho bisogno di niente, sono completamente appagata. Non ho mai fatto viaggi in compagnia, io viaggio da sola ed è la cosa che consiglio a tutti. Solo se viaggi da sola, conosci.

Una curiosità, come si affronta un leone? 

Se puoi cerchi di non affrontarlo. Tutti gli animali, dal leone alla mangusta, hanno paura dell’uomo, quindi evitano lo scontro perché hanno nel loro DNA il nostro odore. Quando ti vedono a piedi scappano, perché nella loro memoria la nostra presenza significa morte. L’animale ti affronta solo se non ha una via di uscita. Per evitare il leone devi ascoltare il suono degli altri animali, devi controllare com’è il vento, devi camminare sopra vento e non sotto vento, per non farti sentire. Se per sfortuna, tua e dei leoni, si arriva all’incontro, non devi scappare, devi stare immobile: chi scappa è una preda, quindi se scappi riconosci la superiorità del predatore. Lì hai perso. Comunque, la regola d’oro in Africa è: qualsiasi cosa succeda, non correre. Mai.

Qual è secondo te l’animale più bello e maestoso?

Amo gli elefanti, anche per la loro struttura sociale. Sono belli e intelligenti, potrei contemplarli per ore.

Come si accarezza un elefante?

Gli animali non si toccano e non si fanno toccare.

Stiamo parlando tanto di Africa, ma vorrei che mi dicessi qualcosa di Wild Places Safaris. Come confezionate il viaggio perfetto?

I nostri sono viaggi integralmente tailor made, nel senso che è tutto su misura. Confeziono il viaggio dopo aver parlato con il cliente che mi dice cosa vuole, cosa gli piace, cosa si aspetta. Il viaggio parte dal cliente, perché uno può avere la stessa mia inclinazione a passare il tempo tra la gente, mentre un altro preferisce le mete culturali.

È vero che provi sempre tutto prima?

Assolutamente sì. E se non lo faccio io, lo fa una persona che lavora con me, o le compagnie con cui lavoriamo.

Perché?

Perché se si sbaglia qualcosa nel deserto, o in Patagonia, può essere pericoloso. Comunque, da noi puoi declinare il tuo viaggio in tutti i modi: vai pazzo per le formiche? Ti mettiamo a disposizione un biologo. Vuoi fare un corso di fotografia con un reporter del National Geographic? Sei accontentato. Non li chiamiamo neanche più viaggi, sono esperienze a tutti gli effetti.

Da dove arriva la maggior parte dei clienti?

Sono soprattutto italiani, anche perché abbiamo sede in Italia. Il nostro fornitore lavora per un’agenzia strepitosa che si chiama Great Plains Conservation, di proprietà al 20 per cento del National Geographic. Ho scelto di collaborare con persone che hanno a cuore la salvaguardia della natura. È un business, certo, ma tutti i nostri partner pongono particolare attenzione ai luoghi, alle comunità locali, agli animali. E una parte delle entrate viene destinata a nuovi progetti da realizzare in loco.

C’è un posto che non hai mai visto?

Tantissimi, nella stessa Africa me ne mancano un’infinità.

Cosa ti porti in valigia, spazzolino e mutande a parte?

Ovunque vada mi porto sempre il mio iPod, anche se poi magari non lo accendo nemmeno. A parte questo, pila e coltello.

E quando viaggi per piacere?

Amo molto fare camping. E allora capita di fermarsi dove non c’è luce, non c’è acqua e si cucina sul fuoco. È una cosa pazzesca, ma non ci facciamo mancare niente: anche in mezzo al nulla, non è che ci portiamo i panini.

E cosa mangiate?

Ci portiamo le pentole, al mattino ci facciamo il porridge. Il concetto è che puoi avere tutto quello che ti piace, quindi, che ne so, hai il secchio con la spugna per farti la doccia, hai il cuscino morbido anche se dormi in tenda. Perché devi essere scomodo se puoi avere tutto? Sono piccoli dettagli che rendono l’esperienza ancora più bella.

Come fai con le sigarette? 

Me le porto dietro. Non sono una fumatrice accanita, ma in mezzo alla natura sono ancora più buone. Il fatto è che sotto le stelle diventa tutto più buono, più bello, più forte, i sensi esplodono e ti senti completamente appagato. Sei talmente stravolto dal posto in cui ti trovi, dai suoni, dalle stelle, che non hai più tempo nemmeno per la musica, non hai più tempo per niente.

Esiste Dio per te? 

Sì, esiste.

È uomo o donna?

È la Natura. 

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Il mondo dei viaggiatori 

  

 Questa mattina voglio presentarvi una nuova guida pubblicata dalla nostra amica Lonely Planet; non si tratta di una guida dedicata ad una singola nazione o ad una singola capitale mondiale, ma si presenta come un’immensa summa di tutti i chilometri percorsi dai fortunati autori della collana. MONDO – Guida per Viaggiatori sintetizza 40 anni di esperienze di viaggio nella prima grande guida al pianeta intero. Avventure stimolanti ed attrazioni irresistibili vi aspettano in ogni angolo del globo. In più, navigando in lonelyplanetitalia mi sono imbattuta in questo interessantissimo concorso fotografico sponsorizzato appunto dalla Lonely. Chiunque volesse partecipare ha tempo fino al 25 maggio per inviare massimo 3 fotografie in formato jpeg e di dimensioni minimo 1024px di larghezza. Il tema del Contest consiste nella realizzazione di una fotografia sul tema del “Viaggio”. Viaggiare è una fonte inesauribile di esperienze, emozioni, ispirazione. La foto migliore è quella che racconta un’emozione, la tua. Paesaggi, luoghi e persone che ti hanno conquistato in giro per il mondo. Basta un’immagine per andare lontano. E vinci il mondo. 

Per partecipare e consultare il regolamento completo collegatevi al sito http://concorso.lonelyplanetitalia.it 

 In bocca al lupo a tutti coloro che decideranno di partecipare!!!📷📷📷