Digressione

Incontro con l’autrice 

 

Buon inizio anno a tutti miei cari e fedeli followers!! La mia assenza dal blog negli ultimi mesi è stata a dir poco imbarazzante, sono stata risucchiata da tanti e diversi pensieri che mi hanno impedito di ritagliarmi un momentino per raccontarvi tutto quello che stava transitando per la mia vita: ho scritto e pubblicato il mio primo romanzo, mi sono tuffata a capofitto nella ricerca di qualcuno che mi concedesse uno spazio espositivo così da poter far conoscere il mio libricino; alla fine di tanto cercare ho incontrato Marina, una ragazza disponibilissima e solare che mi ha permesso non solo di “abbandonare” qua e là nel suo bar letterario (@BookStop di Brescia) copie di Autobiografia Mancata ma anche e soprattutto di organizzare un aperitivo di PRESENTAZIONE!!! Sono felice ed agitata allo stesso tempo, sto cercando da diversi giorni di mettere nero su bianco una storia da raccontare a tutti coloro che mi faranno l’onore di presenziare sabato 21 gennaio al BookStop di Brescia, un qualcosa che faccia venir loro voglia di sfogliare il mio libricino ed inoltrarsi nel lungo viaggio della protagonista… Se sarete nei paraggi vi aspetto per poterci finalmente conoscere di persona!!! A breve altro aggiornamenti importanti sulla mia esistenza 😬😬😬

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Liebster award 2016


Eccomi qua, anche quest’anno così com’era successo alla nascita di questo blog partecipo al Liebster award 2016, una sorta di piccolo riconoscimento da parte di amici blogger che mi seguono e che hanno trovato interessante questo mio piccolo spazio dedicato ai viaggi sognati, immaginati, programmati e vissuti. Ringrazio quindi Daniela per la nomina e mi appresto a rispondere alle sue magnifiche 10…. Ma prima, una sguardo al regolamento: 

  • Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog
  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo
  • Rispondere alle sue 10 domande
  • Nominare a tua volta altri 10 blogger con meno di 200 follower
  • Formulare altre nuove 10 domande per i tuoi blogger nominati
  • Informare i tuoi blogger della nomination
  1. Quale viaggio non hai ancora fatto ma speri di fare presto?Se ne dovessi scegliere soltanto uno… Il 🇲🇬 Madagascar… secondo gradino del podio (ma un pochino più difficile da realizzare) lo lascio all’Isola di Pasqua, una terra lontana che mi affascina da quando sono una bambina.
  2. Quanto prima cominci ad organizzare i tuoi viaggi? Dipende da quanto tempo prima decido di fare i bagagli e partire… Amo l’organizzazione del viaggio, è tanto emozionante quanto il viaggio stesso alle volte, e quindi logicamente se ho alcune settimane a disposizione mi perdo (letteralmente) tra cartine, mappe e guide turistiche.
  3. Viaggi leggero o parti carico di bagagli? Parlando al presente, cerco di mettere in valigia soltanto l’essenziale, quello che penso possa essere considerato un MUST HAVE della vacanza… Anche se devo ammettere che ho abbracciato da pochi anni questa filosofia di viaggio.
  4. Leggi mai le recensioni online dei posti che devi visitare prima della partenza? ASSOLUTAMENTE SÌ; credo fortemente nelle capacità dei viaggiatori di essere parti di un grande uno e quindi penso che le recensioni ed i commenti, siano essi positivi o negativi, siano fondamentali durante l’organizzazione di una vacanza. 
  5. Preferisci i viaggi itineranti o rimanere nello stesso posto? Viaggi itineranti al 100%!!! Credo sia l’unico modo possibile per immergersi completamente in un luogo, nella sua cultura, nelle sue genti, nella sua storia. Amo perdermi nel viaggio, scovare cose meravigliose mentre ne stavo magari ricercandone altre… Questo è VIAGGIARE.
  6. Se ti dicessero che hai un budget illimitato a disposizione per un solo viaggio, dove andresti e cosa faresti? Se leggerete il mio libro (Autobiografia mancata) lo scoprirete facilmente… Un piccolo indizio: acquisterei un round the world ticket… ma le destinazioni non posso svelarvele 😬😬😬
  7. Il luogo che più ti ha incantato e perché. Angkor Wat, il luogo magico per antonomasia, uno spettacolo che inebetisce, ammalia, zittisce anche il più chiacchierone del gruppo!!!
  8. Quando sei in viaggio condividi le cose che fai su internet o con i tuoi amici? Amo la fotografia quindi se ne ho la possibilità posto lo scatto più significativo della giornata sul mio profilo Instagram e agli amici più cari riservo scatti simpatici e particolari.
  9. Il pasto migliore che hai fatto durante un viaggio. Dov’eri e cos’hai mangiato? No, non può assolutamente essere definito il pasto migliore della mia vita ma sicuramente quello che ricorderò per tutta la vita: ragno fritto a Skoun – Cambogia. 
  10. Le mete che hai visitato negli ultimi 12 mesi. – Tenerife OnTheRoad – Sudafrica OnTheRoad – Italia (dalla Lombardia alla Puglia) OnTheRoad.                      

Ecco le mie 10 domande: 

  1. Se potessi viaggiare nel tempo dove andresti a finire e perché?
  2. Qual è la canzone che ti fa pensare al viaggio?
  3. La foto più imbarazzante che hai avuto la possibilità di catturare nei tuoi viaggi. 
  4. Se potessi partire per un luogo lontano, dove passeresti questo Natale e con chi?
  5. Cosa ti manca di più quando sei lontano dalla tua città natale?
  6. Il cibo più strano che hai avuto il coraggio di assaggiare.
  7. Hai un portafortuna che ti segue sempre nelle tue avventure? Se sì quale?
  8. Ti sei mai trovato in una situazione di pericolo reale? Se sì come ti sei comportato e come ci sei uscito?
  9. Qual è il mezzo di trasporto più strano che hai utilizzato nei tuoi viaggi?
  10. Il colore che connetti alla serenità del viaggio. 

Ed ecco a voi le mie nomination 

Discovery of World 

Io Parto da Sola 

Just a Girl With a Suitcase 

I Viaggi di Irene 

PostoFinestrino6a

ViaggiVersoMe

ViviComeViaggi

ViviPossibile

ViaggiAround

FlowerStories

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Invito alla lettura: Autobiografia mancata 

Nel primo post del 2016 ho pubblicato una lista di esperienze che mi piacerebbe riuscire a realizzare prima di raggiungere i fatidici trenta. Una vera e propria enunciazione di sogni, speranze, possibili future realizzazioni sia  personali che sul versante lavorativo. Alcune facilmente raggiungibili, altre un po’ più impegnative, alle quali dedicare tempo, impegno e cuore. Autobiografia mancata è una di queste; rappresenta la ricerca di un traguardo personale, la voglia di mettermi alla prova e di vincerla, il desiderio di mettere nero su bianco, giorno dopo giorno, un arcobaleno di idee che affollavano la mia mente e che non vedevano l’ora di prendere una forma più concreta. Una storia romanzata narrata in prima persona da una ragazza normale che decide di fare qualcosa di straordinario, qualcosa che le fa volontariamente perdere la retta via e la porta a conoscere il mondo, le persone, la vita e se stessa.

Ecco quindi che soltanto a voi, miei cari e fedeli seguaci, regalo un piccolo estratto del mio primo romanzo:

Io amo fotografare; adoro intrappolare momenti ed istantanee di vita di persone che non conosco, pezzi di un immenso puzzle. La fotografia può rivelare segreti che l’occhio umano non riesce a cogliere in modo subitaneo, ritengo sia uno dei modi migliori per rapportarsi con la realtà. E amo, idolatro forse, colui che mi ha permesso di arrivare ad amare e comprendere questo meraviglioso universo. Mi soffermo ad osservare gli sguardi di queste persone che mi fissano senza pretendere nulla; visito in una sola sera l’India, l’Afghanistan, la Birmania, il Giappone, la Cambogia, il Brasile; incontro persone che mi appaiono più reali e vere di tutti gli individui che circolano nelle stanze di questa reggia sorseggiando buon vino e parlando di argomenti futili ed irrilevanti; mi ritrovo a sorridere come una bambina a sguardi colorati e sorridenti provenienti dall’altra parte del mondo. Avrei voglia di entrare in questi scatti, vorrei sentir raccontare le storie di questi volti senza nome dalle loro voci, non vorrei dovermele leggere su cartelloni retro-illuminati che magari hanno tralasciato quel particolare, quell’insignificante per loro che per me potrebbe essere fonte di ispirazione. Mi ritrovo stranamente sola a fissare uno scatto diverso dalla maggior parte di quelli conservati in queste sale: ritrae un bambino che saltellando per le vie dell’India si allontana dall’occhio del fotografo, decide di non mostrare il suo volto, di scappare dalla fissità fotografica e inconsciamente di trasportarci con lui in quei dedali indiani. Vengo catapultata in un’altra dimensione, sono ancora tra i banchi di scuola e di fronte a me ritrovo la mia professoressa di inglese che col suo tono squillante e cristallino ci introduce il concetto di epifania nelle opere di Joyce: un momento speciale in cui un qualsiasi oggetto della vita comune, una persona, un episodio diventa rivelatore del vero significato della nostra coscienza. E’ un black out di pochi secondi, guardo di sfuggita le persone che mi gravitano attorno per poi tornare a fissare gli occhi su quel bambino che scappa. «Voglio seguire quel ragazzino, quelle mani blu che tappezzano i muri e che sembrano protrarsi all’infinito. Voglio scappare anche io». In una manciata di istanti, in quella magnifica residenza neoclassica estirpata dal romanzo di Fitzgerald, risucchiata dalla mondanità occidentale che parla di tutto finendo per non parlare di niente capisco che quella potrebbe essere “la mia seconda via”.

copertina91Se la vostra curiosità ed il vostro interesse sono stati stuzzicati da questa piccola anteprima vi lascio in chiusura alcuni link attraverso cui è possibile acquistare il libro cartaceo (ordinabile in più di 4.000 librerie tra cui IBS, Feltrinelli e Mondadori) o la versione ebook dello stesso. Grazie a tutti per il supporto e chi avrà la bontà di leggerlo non esiti a scrivermi il proprio giudizio, sia esso positivo o negativo📚📚📚

Ibs

YouCanPrint

GoodBook

MondadoriStore

AzetaLibri

Self drive in Technicolor- Parte III

Avete ragione a rimproverarmi. È passato troppo tempo dal mio ultimo post nel quale ripercorrevo le strade impolverate dell’Africa e vi raccontavo del Moholoholo e dell’HESC; inoltre vi avevo anche promesso che presto vi avrei parlato di Mister West, dei suoi meravigliosi gattoni e degli avvistamenti selvaggi nelle terre sconfinate del Kruger. Ma poi il mio progetto segreto mi ha rapita per delle giornate intere e la cura del mio blog e dei miei cari followers è ahimè passata in secondo piano (p.s. Appena potrò vi svelerò il mio importante progetto segreto…ci stiamo ancora lavorando). Beh nonostante siano passati quasi due mesi dall’ultima volta che vi parlavo di tutto questo il mio cuore conserva ancora intatti i momenti sudafricani, le risate attorno al fuoco dopo giornate intense ed emozionanti, i racconti notturni di Mister West, il proprietario del Lion Tree Top Lodge, la guesthouse che ha ospitato me ed il mio ragazzo per quasi un’intera settimana; un omone sorridente e ciarliero in grado di trasportare chiunque sia anche minimamente  appassionato di natura e viaggi nel magico mondo della savana e del bush: i suoi racconti allietano le cene attorno al focolare e ci fanno conoscere un’Africa diversa, un’Africa ammaliante ed allo stesso tempo politicamente corrotta e pericolosa; ci parla con gioia delle sue figlie adottive, due meravigliose leonesse che con amore e dedizione ha cresciuto. Il Lion Tree Top Lodge ha questo di unico, di impagabile: la possibilità di percorrere le strade selvagge  del bush in compagnia di questi maestosi esemplari. È un’esperienza che non ha eguali, ti lascia con il fiato sospeso vedere queste creature correrti incontro ed invitarti al gioco, ti fa venire voglia di piangere dalla felicità, ti fa odiare ancora più profondamente se possibile quei maledetti bracconieri che giorno dopo giorno decimano la popolazione Che ad oggi conta soltanto 20mila esemplari di cui appena 3500 maschi. Le camminate nel bush ci regalano preziose informazioni sulla flora e la fauna che ci circonda, che i popoli africani idolatrano per i poteri che si nascondono nelle erbe, nelle foglie, nelle linfe delle piante. Il Lion Tree Top Lodge è magico, regala sensazioni che soltanto un Lodge immerso nella natura può darti, un assaggio di quel meraviglioso selvaggio che l’Africa rappresenta, con i suoi suoni, i suoi rumori, i suoi silenzi. E poi ancora il Kruger, un immenso polmone che ad ogni sorgere del Sole rinasce, si rinvigorisce, richiama alla vita centinaia di esemplari di impala, zebre, giraffe, gnu, babbuini, leoni, leopardi; una terra in continuo movimento, che cambia ad ogni sguardo, ad ogni respiro; uno spazio gigantesco dove l’occhio si perde nelle mille tonalità di verde e giallo che inondano il visitatore curioso; la forza della natura inversamente  proporzionale alla piccolezza dell’uomo. 

Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia.

(Ernest Hemingway)

Noi, un’auto verde e Tenerife 

Chissà perché le settimane di ferie volano via così veloci… Ed io mi ritrovo sul divano a raccontarvi dei nostri vagabondaggi a bordo di un fagiolino verde decappottabile che ci ha portati a conoscere la complessa articolazione del territorio e le diversità climatiche di Tenerife che hanno creato una varietà di micro ambienti ciascuno con una propria vegetazione particolare: ginestre e violette del Teide crescono le falde del vulcano; palme da datteri nelle zone subtropicali e ,secondo la zona e l’altitudine, banani, alberi da frutta, mandorli, pini, castagni, fichi d’India e piante autoctone particolarmente resistenti ad ambienti aridi come per esempio il drago e il lauro selvatico.

La nostra conoscenza dell’isola più vasta dell’arcipelago delle Canarie parte proprio dal capoluogo Santa Cruz de Tenerife, Dove si basa anche il nostro quartier generale, un appartamentino grazioso e a due passi dal centro trovato grazie ad Airbnb. Punto focale del capoluogo è la Rambla, il bel viale alberato che conduce in Plaza de España, nei pressi del porto; sulla piazza si affacciano il settecentesco Palacio Insular, sede dell’amministrazione locale e dell’ufficio di informazioni turistiche e il Museo Archeologico. Pur essendo la capitale Santa Cruz è a misura d’uomo quindi è rilassante passeggiare senza una meta ben precisa per le sue viuzze o lungo il paseo marítimo per abbracciare il blu intenso delle acque dell’oceano; A pochi chilometri dalla città si trova poi una delle spiagge più famose delle Tenerife, Las Teresitas, caratterizzata dalla fine sabbia dorata riportata dal Sahara.

 Ad una manciata di chilometri  dalla capitale raggiungiamo la seconda città dell’isola, La Laguna, protetta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ci sono tantissime cose da vedere, quindi piuttosto che un itinerario mi sentirei di consigliarvi una passeggiata per il suo meraviglioso centro storico che accoglie edifici civili e religiosi di grande interesse, come le case (Adelantados, Corregidor, Lercaro e altre) e alcuni edifici religiosi, come la cattedrale di Los Remedios e la chiesa de La Concepción. Prima di raggiungere un’altra località famosa da un punto di vista turistico ci dirigiamo nella valle di Orotava; in questo ambiente verde di banani e pini canari sorge l’antico borgo di Orotava, il cui centro storico è stato dichiarato monumento nazionale che merita una passeggiata non frettolosa fra i palazzi signorili i cortili ombreggiati le piazze e i vari casali. Da vedere assolutamente la Iglesia de la Concepción e la Casa de los Balcones.

 Terminata la visita a questo borgo antico ci dirigiamo verso Puerto de la Cruz, primo centro turistico dell’isola elegante e dall’atmosfera esotica. La zona costiera offre le attrazioni più interessanti, come il molo vecchio, il lungomare o il Piscine Martianez, un insieme di piscine progettate dall’architetto César Manrique, originario delle Canarie. Appena fuori dalla città da vedere assolutamente il Giardino Botanico fondato nel 1788, con una grande varietà di piante tropicali. A chiudere la giornata Icod de los Vinos, Dove relativamente stanchi e a lungo andare rimaniamo affascinati di fronte al drago millenario, l’albero più antico delle Canarie e uno dei simboli più famosi dell’isola.

Il Drago Millenario di Icod de los Vinos

La giornata che segue, a causa del tempo instabile e dei grandi nuvoloni scuri che incombono sulle nostre teste, la dedichiamo alla scoperta del monte Anaga, nel nord dell’isola: esplorare Anaga è viaggiare in un luogo dallo spiccato sapore rurale e ad un’epoca passata, quando la relazione tra l’uomo e l’ambiente era più stretta… Sul cucuzzolo della montagna facciamo un incontro che mai ci saremmo aspettati di fare: Domingo, un uomo di mezza età che da circa una decina di anni vive in una sottospecie di casa caverna insieme a cani, gatti, galline e una capra lontano dal frastuono della città e dalla vita che noi tutti consideriamo normale. Rimaniamo affascinati e un po’ perplessi di fronte a quest’uomo che ci dice che se vogliamo tornare un posto per dormire con lui ce lo trova sempre… La giornata scorre via veloce e nel pomeriggio raggiungiamo Punta de Hidalgo sulla costa settentrionale di Tenerife ai piedi dei monti Anaga.

Persi nella vegetazione di Anaga

 

Un’intera giornata la dedichiamo al Teide e ai meravigliosi paesaggi  selvaggi che si susseguono durante la nostra ascesa al monte più alto non solo delle Canarie ma anche di tutta la Spagna continentale. Superata una zona caratterizzata da vegetazione semi-alpina si percorre una vallata formatasi nel corso di eruzioni vulcaniche sino ai piedi del Teide e alle Roques de Gracia, famosissime particolarissime formazioni rocciose.

Roques de Gracia

  Il nostro ultimo giorno sull’isola lo dedichiamo al relax, al mare e al sole delle Tenerife che nonostante sia ancora presto per concedersi un bagno, ci regala una tintarella niente male. Ultimo consiglio che mi sento di darvi: se vi trovaste da queste parti non buttate via tutto il tempo che avete bighellonando tra le spiagge famose del sud, ma esplorate, scoprite lo Straordinario Nascosto nelle terre di quest’isola fantastica.

 State connessi… A breve vi svelerò la destinazione del mio prossimo viaggio❤️🦁❤️🐍❤️🐘

Rimembri ancora la battaglia che decise il destino dell’Italia?

Soldati! La Nazione va altera di voi; l’Italia tutta, che conta con orgoglio tra le vostre file i migliori suoi figli, plaude alla vostra virtù e dalle festa vostre trae augurio e fiducia nei suoi futuri destini.” 

La rievocazione storica della battaglia di Solferino e San Martino mi ha portato a redigere questo post in onore di quella sanguinosa e lunghissima battaglia combattuta per l’indipendenza e l’Unità del nostra Bel Paese. Il percorso che propongo qui oggi è un itinerario nella Storia, un percorso che vuole toccare con mano tutti i luoghi e i musei le cui pareti racchiudono e custodiscono come un tesoro prezioso la guerra del 24 giugno 1859, la battaglia più sanguinosa della Seconda Guerra d’indipendenza, la battaglia che portò alla sconfitta degli Austriaci di Francesco Giuseppe per mano dei Piemontesi di Vittorio Emanuele II e dei Francesi di Napoleone III. 

  • La Torre di San Martino della Battaglia 

E’ stata eretta per onorare la memoria di re Vittorio Emanuele II e di quanti hanno combattuto per l’indipendenza e l’Unità d’Italia nelle Campagne dal 1848 al 1870. Il percorso che si snoda dalla sala d’ingresso fino alla piattaforma superiore è impreziosito da statue di bronzo ed affreschi di pregio che rievocano fatti e protagonisti del periodo risorgimentale. Arrivati sulla sua sommità potrete godere di un meraviglioso panorama sui terreni circostanti e sentirvi per un momento parte della Grande Storia Italiana. 

Ingresso (museo + torre):

ADULTI: 5,00 €// BAMBINI 6-10 anni: 2,00 €// RIDOTTO 11-18 anni e ultra 65 + COMITIVE: 4,00 €// COM. CON GUIDA (pren. obbligatoria): 5,00 €  

  • La Cappella Ossario 

A pochi passi dalla Torre, camminando lungo un viale alberato ornati da monumenti in ricordo di Eroi e Caduti di Guerra si giunge ad una piccola Chiesa, originariamente nata come Cappella di una nobile famiglia del luogo. La chiesa custodisce nella parte dell’abside 1274 teschi (immagine al contempo macabra e toccante), mentre nella cripta sotterranea sono conservati i resti di più di 2000 caduti senza alcuna distinzione di nazionalità. 

Alle Commiste Reliquie dei Prodi Porgete fiori  
Recitate parole pie  
Nemici in battaglia
Fratelli nel silenzio del Sepolcro Riposano uniti. 

  • Il Museo di San Martino/ Il Museo di Solferino

Alle spalle della Torre il museo, realizzato nel 1939, conserva ricordi, cimeli e testimonianze della battaglia del 24 giugno ed alcuni oggetti legati più in generale alla storia del Rinascimento italiano. L’ingresso al museo è venduto insieme al biglietto per l’ingresso alla Torre.  

Per quanto riguarda il museo di Solferino, anche questo conserva ricordi e testimonianze della gloriosa battaglia, supportati da didascalie che illustrano gli avvenimenti, presentando i personaggi più significativi di quell’evento storico ed i singoli reperti.

Ingresso:

ADULTI: 2,50 €// BAMBINI 6-10 anni: 1,00 €// RIDOTTO 11-18 anni e ultra 65 + COMITIVE: 2,00 €// COM. CON GUIDA (pren. obbligatoria): 3,00 € 

  • La Cappella Ossario di Solferino 

Poco distante dal museo di Solferino, sempre percorrendo un viale alberato, si incontra la Chiesa di San Pietro in Vincoli, trasformata poi in Cappella Ossario; all’interno, nell’abside, vengono custoditi 1413 teschi ed innumerevoli ossa dei caduti. Cinque busti di generali francesi che caddero sul campo nella Campagna d’Italia si fronteggiano all’ingresso del Tempio.

  • La Rocca di Solferino 

In cima al colle più alto di Solferino sorge una maestosa costruzione di 23 metri di altezza che risale al 1022. Definita “La Spia d’Italia” per la sua posizione strategica , la Rocca è circondata da un ampio parco. In tutto il percorso interno sono disseminati cimeli e testimonianze rinvenute sul campo di battaglia; raggiunto l’apice è possibile godere di una vista stupenda sulle terre circostanti e vedere in lontananza, verso il nord, la Torre di San Martino, distante circa 10km. 

Ingresso:

ADULTI: 2,50 €// BAMBINI 6-10 anni: 1,00 €// RIDOTTO 11-18 anni e ultra 65 + COMITIVE: 2,00 €// COM. CON GUIDA (pren. obbligatoria): 3,00 €   Buon viaggio nella Storia amici!!! Alla prossima avventura!!!

    Posso dormire da voi?

     Vi è mai passato per l’anticamera del cervello di viaggiare zaino in spalla in giro per il mondo ed elemosinare, strada facendo, un posto letto, un posto divano… Insomma un posto qualunque dove poter passare la notte a casa di perfetti sconosciuti? Antoine de Maximy lo ha fatto per diversi anni, viaggiando in lungo e in largo in giro per il mondo munito di alcune microcamere e di tanta tanta tanta sete di conoscenza. L’obiettivo principale di tanta umiltà è scoprire la vera essenza di ogni paese da lui visitato e il grado di adattabilità e di fiducia dei suoi abitanti; solitamente, come se ci fosse bisogno di sottolinearlo, durante il viaggio di Antoine le più disponibili a offrirgli un letto per la notte e i racconti più interessanti sono proprio le persone più semplici, umili e con meno risorse. In un momento critico come questo, dove viaggiare è quasi diventato un’impresa da eroi, scoprire o per meglio dire riscoprire che esistono ancora personaggi come Antoine capaci di eliminare pregiudizi, preconcetti, idee negative e paure di qualsiasi tipo per poter ogni giorno vivere un’avventura diversa in luoghi diversi costellati in giro per il mondo e  soprattutto vedere la disponibilità di certi individui nei confronti di un perfetto sconosciuto mi fa sorridere e ben sperare di fronte al piccolo schermo della mia tv. Io invidio il coraggio di questo uomo multitasking; io ammiro Antoine de Maximy. 

    ➡️Seguite i viaggi di Antoine su laeffe da lunedì a venerdì alle 9:40 e in replica in diversi orari del giorno😊

    Buona domenica a tutti!