Le storie dietro le fotografie

Mi hanno sempre affascinato le storie dietro (o dentro) le fotografie; quando vedo uno scatto particolare mi domando sempre quale sia l’anima, la storia che il fotografo ha volutamente o non costruito all’interno di quello scatto. Le immagini che seguono sono solo alcune delle istantanee di vita nella foresta che sono stata in grado di immortalare “nascondendomi” per due giorni di fila in una “hide”, una specie di nascondiglio segreto che altre due guide alcune settimane fa hanno costruito proprio nella baia di Lango; un luogo dove appostarsi per ore e godere della meraviglia della natura, immergersi completamente nella quotidianità senza minimamente sconvolgere il comportamento degli animali. Il primo pomeriggio io ed il mio cliente siamo stati circondati per ore da una mandria di bufali, inizialmente allarmati dal nostro odore ma poco dopo, convintisi della non presenza umana nella baia (ovviamente potevano ancora avvertire il nostro odore, ma non avendo una visuale su di noi il loro interesse è via via andato sfumandosi) sono tornati alla loro routine, alla loro pace. Un secondo gruppo si avvicina alla baia e quasi ci sorprende per quanto alcuni membri (foto2) si spingano vicinissimi alla hide, cercando di scovare gli intrusi, volenterosi di proteggere la propria famiglia. Ma anche in questo caso, rimanendo immobili ed attenti, dopo una mezz’ora di avvicinamenti e mock charges nella nostra direzione, siamo riusciti ad allontanare il loro interesse e ad immergerci nuovamente e segretamente nella loro vita all’interno della baia. Il mattino seguente invece uno degli spettacoli più affascinanti vissuti all’Odzala si è manifestato di fronte ai nostri occhi… Centinaia di pappagalli cenerini atterrano proprio nelle zone fangose di fronte alla hide per ottenere sali e minerali necessari nella loro dieta; un fenomeno questo stagionale e comunque non garantito: i pappagalli sorvolano generalmente differenti zone fangose (mud patches) ogni mattina e di giorno in giorno il loro spot ideale si modifica, quindi non si può mai essere certi di incontrarli nella baia. Ma quella mattina, dopo un appostamento di un’ora, i pappagalli hanno iniziato uno dopo l’altro in gruppi più o meno compatti ad atterrare di fronte a noi, regalandoci uno degli spettacoli più armoniosi e colorati che si possano vivere qui ad Odzala. Spero che ognuno di voi chiudendo gli occhi dopo la lettura di questo breve post possa immaginare di essere nascosto all’interno di questa hide, possa sentire il fango sotto le proprie scarpe, il suono melodico e sempre diverso dei pappagalli cenerini, il battito d’ali silenzioso di centinaia di piccioni verdi africani, immancabili protagonisti di Lango, e le pulsazioni un po’ accelerate nel momento in cui un bufalo dimostra particolare interesse verso di noi. Spero davvero che ognuno possa vedere tutto questo almeno una volta nella vita e dire “io l’ho vissuto”.

Fly&drive in technicolor 

Buongiorno a tutti cari Giramondini… Nel mio ultimo racconto di viaggio a Tenerife avevo promesso che presto vi avrei svelato il mistero riguardo la mia prossima destinazione. Se ricordate il post di qualche mese fa #TravelDreams avevo citato in pole position la Namibia (in realtà sottintendendo Africa in generale) che con le sue sfumature accese di rosso invita il viaggiatore a scoprire il Primordiale ed il Selvaggio nascosto nelle sue magiche terre. Per il mio prossimo viaggione la destinazione si modifica ma il desiderio di esplorare e la voglia di partire è sempre la stessa. Tra poco meno di un mese io ed il mio compagno ci catapulteremo in un viaggio self drive in Sudafrica, la Rainbow Nation, Paese leggendario per la bellezza dei suoi paesaggi e per l’immensità delle sue ricchezze naturali. L’itinerario di viaggio abbozzato prevede arrivo a Johannesburg, direzione Nord-est puntando verso l’area del Blyde River Canyon, il secondo canyon africano ed il terzo (dopo il Grand Canyon negli Stati Uniti ed il Fish River in Namibia) del mondo, delle Sudwala Caves e della cittadina di Pilgrim’s Rest, la cui storia è legata a doppia filo a quella della corsa all’oro, per poi finalmente raggiungere il KRUGER NATIONAL PARK con la sua costellazione di riserve private della provincia di Mpumalanga. Non vedo l’ora di condividere con voi storie e scatti di questa terra che ancora non conosco ma che già mi affascina e mi richiama. 

#TravelDreams

Sull’esempio di quello che ha fatto Irene nel suo bellissimo blog di viaggi, anche per me, passate le abbuffate di Natale, i regalini sotto l’albero e i panettoni con la crema di mascarpone (gnamme) è venuto il momento di sognare un po’… E quando dico sogni sappiate che parlerò di VIAGGI!!! #TravelDreams è una wish list relativa solamente ai viaggi che teniamo nel cuore e che speriamo prima o poi di poter realizzare… Quindi questi che seguono sono i miei #TravelDreams… Spero proprio di riuscire a realizzarne almeno uno

  • NAMIBIA  

 Sicuramente la Namibia rappresenta IL viaggio del 2016!!! Tra qualche mese avrò l’esame teorico del corso AIEA e nella speranza (lontana) di ricevere una votazione positiva mi piacerebbe davvero moltissimo visitare parte di questa meravigliosa terra senza tempo dagli orizzonti che sprofondano dentro a cieli di un blu cobalto da accecare, che improvvisamente si incendiano in tramonti con mille sfumature. 

  • ROMA 

Anche io come Irene ho visitato molte capitali europee, ma vergognandomi ammetto di non essere mai stata nella Città Eterna, città dove ogni angolo, ogni chiesa e ogni piazza nascondono segreti, storie che vanno scoperte e vissute. Vorrei toccare  con mano la bellezza del Colosseo, la meravigliosa Fontana di Trevi e stupirmi di fronte alla maestosità della Basilica di San Pietro. 

  • MADAGASCAR 

 È il viaggio nel cassetto, quello che ogni anno torna a galla ma che, immancabilmente, per un motivo o per un altro viene “declassato” o per mancanza di pecunia o da altri viaggi che risultano più accessibili… Chissà se anche quest’anno succederà la stessa cosa 🙂🙂🙂

  • NEW YORK 

Questo è uno di quei viaggi che una volta nella vita bisogna fare… Anche se io sono più attratta dalla natura, dall’arte e dai popoli lontani e diversi culturalmente dal mio, l’urbanizzazione, i grattacieli che si innalzano all’infinito ed il groviglio umano che popola le strade di questa cosmopolita capitale americana SONO da vedere!!!

…E voi avete qualche viaggio nel cassetto? 

Ps. Grazie ancora Irene per l’idea🙂🙂🙂