Digressione

Debacle Trump

E quindi stasera quel simpaticone di Trump annuncerà al mondo intero la sua grande decisione: lasciare che il suo Paese, una delle più grandi potenze mondiali, esca dagli Accordi di Parigi. Grandi applausi per il neoeletto Presidente degli Stati Uniti d’America; una stretta di mano virtuale a lui ed al suo grande ego che non vede più lontano della punta del suo naso. Per chi non lo sapesse, l’Accordo di Parigi (stipulato nel 2015 e depositato presso le Nazioni Unite a New York nell’aprile del 2016) definisce un piano d’azione globale inteso a rimettere il mondo “sulla buona strada” per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale al di sotto dei 2*C. Grande gioia quindi quando tra i Paesi che accettarono gli accordi figuravano le due grandi Nazioni che emettono le maggiori quantità di CO2 al mondo: la Cina e gli Stati Uniti appunto. Un respiro di sollievo era stato tirato dagli ambientalisti che (pur non essendo pienamente contenti di alcuni risvolti dell’accordo) avevano spiegato come “l’azione contro i cambiamenti climatici sia ad oggi come lo era due anni fa una questione di sopravvivenza“. Il riscaldamento globale è stato classificato come la minaccia più importante che noi e la nostra povera Terra dovremo affrontare nel secolo in corso. Il global warming, cioè l’aumento della temperatura media globale è causato dalle emissioni di gas ad effetto serra in atmosfera come appunto il metano e la CO2 prodotta dall’uomo attraverso una serie di attività quali la deforestazione, gli allevamenti intensivi, l’utilizzo di combustibili fossili come petrolio il carbone… Conseguenze primarie del riscaldamento globale sono i cambiamenti climatici come lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento del livello dei mari, la desertificazione e la perdita di biodiversità. Quindi ora noi tutti ci chiediamo: ma come cavolo fai, caro Donald, a fregartene del futuro del tuo Paese, della nostra mamma Terra per agire in nome dell’industralizzazione e dell’economia senza pensare al futuro? Ed io che ero una di quelli che appena reso noto il tuo nome come nuovo Presidente d’America aveva scelto di darti tempo, aveva deciso di non bollarti come lo spegiudicato industriale ma aveva preferito vedere le tue azioni per il futuro del tuo Paese, della tua/nostra Terra. Ma come si dice dalle mie parti “se una cosa nasce tonda non può mica morire quadrata”. Quindi grazie di cuore Donald per questo regalo a coloro che verranno, per questo dono che hai fatto alla mia generazione. 

• Debacle Trump •

Stato

Allons enfants 

Ebbene sì, questa volta ce l’hanno fatta, si sono insinuati nel mio cuore ed hanno instillato paura ed orrore in una manciata di secondi; la vista della mappa del centro di Parigi insanguinato da squarci rossi in corrispondenza degli attentati terroristici dello scorso 13 novembre è stata la scintilla che mi ha fatto dire no, questa volta devo rinunciare a seguire il mio animo da viaggiatrice e rinunciare soprattutto alla mia libertà di viaggiare. Il sentimento di terrore e paura è stato subito accompagnato però anche da qualcos’altro, qualcosa di più sottile, più difficile da descrivere, più flebile ma paradossalmente più devastante ancora: quel senso di privazione di libertà, quel mancamento d’aria, quella benda conficcata in fondo alla gola che tutti, chi più chi meno, abbiamo avvertito guardando alla tv le immagini paralizzanti del massacre. E quindi dire “Non vado a Parigi perché ho paura” mi sembra davvero troppo semplicistico e banale per racchiudere quello che realmente ho nella testa e nel cuore. Chi riuscirebbe adesso a passeggiare tranquillamente e con aria spensierata in una città mutilata e con ancora il cuore sbrindellato da un branco di macellai assassini? Chi di voi riuscirebbe a sorridere davanti alle opere del Louvre o del magico Musée d’Orsay sapendo che al di là della bellezza immota di quel paradiso, Parigi è risucchiata dalla paura e dal terrore di subire ulteriori attacchi, di perdere altre vittime innocenti? Chi riuscirebbe a non pensare al fatto che poche ore prima nella Ville Lumière qualcosa si è irreparabilmente rotto, qualcosa di così intangibile è stato violato nella maniera più brutale e disumana che si potesse immaginare? O più semplicemente chi di voi riuscirebbe a non pensare a tutto quello che è accaduto?La paura del diverso e il sentimento crescente di xenofobia si fa strada in modo razionale e non nell’animo delle persone, di tutti coloro che indirettamente ma col cuore devastato hanno partecipato agli attacchi allo stadio, ai ristoranti e soprattutto al Bataclan di Parigi dello scorso venerdì. 

Oggi una cara amica mi ha posto una semplicissima domanda: Come ti senti nei confronti di quello che sta succedendo?… Come mi sento… Domanda semplicissima alla quale però non riesco ancora a dare una risposta altrettanto semplice. Sono arrabbiata, delusa da un mondo che si sta distruggendo lentamente ma inesorabilmente per mano di persone che definirle tali potrebbe essere quasi considerato reato, sono triste per la situazione che sta affliggendo la Francia ma in realtà il mondo intero, sono assolutamente sconcertata dall’assoluta irrazionalità degli eventi e dall’apparente pacatezza delle persone che non hanno capito o forse fingono di non voler vedere come il mondo che conosciamo sta cadendo in un enorme buco nero dal quale difficilmente riuscirà a risollevarsi. Ma soprattutto per il momento sono incapace di vedere un bagliore alla fine del tunnel, incapace di immaginarmi un dopo, un après. 

JE SUIS PARISIENNE 

JE SUIS PARIS 

Stato

Il post malato

Eh sì, trattasi di un post malato in quanto mentre sto scrivendo sono al calduccio nella mia tana riscaldata da due coperte e in compagnia del mio inseparabile Silvestro, un impiastro di gatto che ne combina più di Bertoldo ma che in questi casi funziona come boul dell’acqua calda e come compagno di disgrazie!!! Visto che era da un po’ che non aggiornavo il mio blog ho pensato bene di cogliere l’occasione per raccontarvi un po’ di cosette. Allora… Da dove possiamo partire?!?? Beh, sicuramente dal primo incontro con Davide Bomben, presidente dell’Associazione Italiana Esperti d’Africa e dal primo weekend di corso per diventare guida Safari. Come avevo già scritto in un post precedente gli argomenti trattati durante il corso sono davvero tosti ed impegnativi: dopo una prima breve presentazione dell’associazione e di quello che andremo a fare Davide, omone sorridente e ricco di energia ci presenta il Presidente del Parco Natura Viva, una persona splendida impegnata nella salvaguardia e nella difesa degli animali. Dopo questa celere chiacchierata al via il corso vero e proprio: Davide, come una mitragliatrice ben calibrata, inizia ad avventurarsi nei meandri  dell’astronomia, della geologia, della botanica, della tassonomia, a volte lasciandosi scappare un sorriso o addirittura una ciarliera risata di fronte alle nostre facce esterrefatte e un po’ spaventate dalla mole di nozioni… La cosa più emozionante di tutte è che Davide è riuscito a mostrarmi quanto ama il suo lavoro e quello che da oltre vent’anni pratica nelle terre africane soltanto parlandomene in una piccola stanzetta di uno zoo veronese; sono stata colpita dalla sua preparazione, dalla sua conoscenza approfondita di tutte le materie trattate, dalla sua curiosità, dalla sua voglia di trasmettere a noi, estranei di quel mondo, entusiasmo e voglia di fare. Anche l’incontro con gli altri partecipanti al corso è stato interessante: come spesso accade persone apparentemente ordinarie celano racconti ed aneddoti straordinari che io non mi stanco mai di ascoltare. Come per esempio la storia di Anna e del suo compagno Giancarlo che innamoratisi dell’Africa nel corso dei loro viaggi hanno deciso di dedicare gran parte del loro tempo ad un’associazione sita in Botswana, nel deserto del Kalahari (Mosaico EuroAfricano) che si prende cura di circa 85 bambini e di una comunità di rinoceronti che risiede stabilmente nell’area vicino al centro d’accoglienza. Questo weekend mi aspetta la seconda parte del corso, e penso che in queste lezione ci avventureremo nel magico mondo degli animali, studiandone la classificazione, le caratteristiche e chissà che altro!!! Spero di parlarvene meglio in un altro post!!!🐯🐨🐒🐘🐧Contemporaneamente a questo meraviglioso corso sto anche seguendo un corso di primo soccorso🚑🚑🚑 offerto dal Gruppo Volontari del Garda, un corso relativamente più breve ma utile e pratico per avere quelle nozioni di base salvavita che credo tutti dovrebbero conoscere. A breve avremo l’esame di fine corso, anche in questo caso sia teorico che pratico!!! Staremo a vedere… Beh penso che per il momento sia tutto… A no, mi stavo quasi dimenticando la parte divertente: a metà novembre mi concedo una pausa volando nel cuore gelido della Francia…abbraccerò nuovamente PARIGI!!! Mancano soltanto 26 giorni!!!  

Ps: presto pubblicherò il mio programma di viaggio così se avrete dei suggerimenti o delle possibili modifiche da apportare al mio vagabondar sarò ben lieta di ascoltarvi😊😊😊

 À bientôt mes amis!!! 

Paese che vai…pietanza che trovi – Parigi

Buon pomeriggio a tutti!!! Dato che la scorsa domenica non ho presentato una singola destinazione ma ben quattro (anche se a dire il vero solo alcuni luoghi di quattro destinazioni europee note ai più) ho deciso di presentarvi una ricetta tipica di una delle capitali europee che nella prima classifica personale occupa il primo posto (solo perché Barcellona non lo è della Spagna…). Comunque torniamo alla nostra ricetta… Vi voglio presentare la ricetta per la preparazione di uno dei primi piatti che ho assaggiato sotto l’imponenza di Montmartre (certo, prima di diventare vegetariana): il Croque Madame, un sandwich realizzato con ingredienti semplici ma combinati insieme in una maniera gustosa per creare un piccolo momento di piacere irresistibile e croccante: due fette di pancarrè che avvolgono un ripieno di formaggio e prosciutto cotto, per un gustoso toast da dorare in padella e servito con un uovo all’occhio di bue adagiato sopra. Beh prepararlo è davvero semplicissimo: 

Ingredienti per 2 Croque Madame: 

4 fette di pan carrè – 2 uova -4 fette di prosciutto cotto – 4 fette di edamer o 4 sottilette – un filo d’olio evo – sale qb

Preparazione

Scaldare il forno a 180° per 10 minuti. Disporre su due fette di pane le fette di prosciutto e il formaggio tagliato a scaglie o le sottilette se avete scelto questa opzione. Mettere in forno per 7-8 minuti. Nel frattempo in una padella mettere un filo d’olio e cuocere le uova. Sfornare i toast dal forno, impiantare e disporre sopra l’uovo.  

 Semplicissimo no?!? Bon appétit mes amis virtuels… À la prochaine fois!!!

Vado a vivere sull’acqua

questa domenica quel che vi propongo non è proprio una proposta di viaggio, quando un abitare alternativo nel nostro caro e vecchio continente. Ecco quindi quattro diverse proposte in giro per l’Europa per chi come me non vede l’ora di scoprire nuovi orizzonti.

  • Little Venice – London Piccolo sobborgo nella zona nord ovest di Londra, sopra a Paddington che non tutti conoscono!! Little Venice è una zona residenziale che si sviluppa intorno al Regent’s Canal, caratterizzata da spazi verdi, giardini, anatre e barche. Qui hanno vissuto celeb come Richard Brandson e il capitano Picard di Star Trek. Un angolo meno turistico di Londra e molto pittoresco.
  • Port de l’Arsenal – Paris 

A due passi dalla Bastiglia c’è un porticciolo dove la maggior parte delle barche non si muovono mai: perché qui la gente ha deciso di viverci, di trascorrere pacificamente qui i weekend. Qui i barconi stanziali si incontrano, fanno amicizia e organizzano grigliate sulle sponde. 

  • Maasbommel- Netherlands 

In questo piccolo e pittoresco agglomerato di casupole dai colori vivaci si sperimenta una vita un po fuori dal tempo e dallo spazio; le case, ancorate ad una struttura fosse e cubica si innalzano in caso di piena del Mosa senza che gli abitanti se ne accorgano. 

  • Amsterdam, la Venezia del Nord L’ho lasciata in ultima posizione perché penso sia una delle destinazioni classiche per sperimentare la vita sull’acqua. L’Olanda è la culla delle vecchie chiatte o barconi riadattati per la vita diit TA con gas, elettricità e riscaldamento. Di questi woodbooten ce ne sono ancorati in tutti i canali della capitale e si posto anche affittare per una vacanza in tipico stile nordico.