Stato

• Virunga •

A distanza di anni dall’arrivo di Netflix in Italia decido di abbonarmi quasi esclusivamente per un unico motivo: vedere, anche se in ritardo, uno dei documentari più belli, veri ed al contempo crudeli e commoventi che siano mai stati prodotti sulla storia recente di uno dei paesi africani più disastrati e abbandonati dai media internazionali: il Congo. Il film documentario, pensato, prodotto e diretto da Orlando von Einsiedel in collaborazione con Leonardo DiCaprio, ripercorre la drammatica e recente Storia di alcuni territori orientali del Congo, rivolgendo una particolare attenzione al Parco Nazionale dei Virunga, il parco più antico del Paese, fondato nel lontano 1925 e protetto dal 1979 dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità in quanto culla primordiale ed ancora esistente degli ultimi gorilla di montagna (ad oggi la popolazione mondiale conta all’incirca 680 esemplari). Il documentario segue la storia di alcuni ranger e del direttore del Parco, l’ambientalista belga Emmanuel de Merode, uniti per difendere quest’area  dagli interessi degli speculatori, in uno scenario di conflitti e di instabilità politica perpetuati. L’immacolata bellezza del Parco Nazionale viene sconvolta e travolta dal vile e sporco denaro quando nel 2007 il Congo decide di rilasciare due concessioni petrolifere vicinissime ai confini del Parco alla Total (che sceglie però di rimanere nella legalità ed operare nel rispetto delle leggi nazionali ed internazionali sulla salvaguardia dell’ambiente) e alla Soco, compagnia londinese. La Soco, avvalendosi di aiuti provenienti dall’interno del Paese, letteralmente compra uomini vicini al Governo ed alle forze dell’ordine, e riesce ad insinuarsi oltre i confini del Parco, compiere ispezioni “ufficiose” nei pressi del Lago Edward, dentro al Virunga appunto, e a scovare giacimenti petroliferi proprio sotto il lago. Con carte alla mano e soldi sonanti nelle tasche i dirigenti della Soco richiedono al Governo congolese di appoggiare la prosecuzione dei lavori all’interno del Parco o, se questo fosse risultato impossibile, di SPOSTARE i confini di uno dei Parchi più antichi d’Africa per continuare le trivellazioni; tutto questo, oltre ad avere palesi ripercussioni sulla straordinaria biodiversità del Parco (non solo casa dei gorilla di montagna, ma anche di elefanti, gazzelle, antilopi, giraffe e un microcosmo inenarrabile) potrebbe provocare gravissimi disagi ai villaggi di pescatori che costellano le rive del Lago Albert, vicinissimo al Lago Edward. 

Il documentario tocca con mano lo sporco e viscido mondo degli affari e della politica internazionali, che si mescola e si avviluppa attorno alla vita del Parco Nazionale, che come un’enorme bolla di sapone cerca di difendersi con un manipolo di uomini innamorati della loro terra, mossi da un’unica voce, un unico desiderio: impedire la distruzione dei Virunga. A parte la toccante descrizione visiva della Storia del Congo quello che più emoziona, quello che arriva dritto al cuore è l’amore che questi uomini hanno verso la loro terra, il loro passato, la loro Natura. Il comprendere quanto importante siano gli 8000 chilometri quadrati del Parco per loro, per la popolazione congolese, per il futuro del Congo è la vera forza che li fa muovere, li trasforma in scudo umano contro la forza inarrestabile del denaro e delle speculazioni, li erge ad eroi nazionali senza che loro neanche se ne rendano conto. La tragica storia raccontata nel film prosegue ancora oggi e la lotta per la sopravvivenza nella Repubblica Democratica del Congo continua con migliaia di uccisioni di massa, stupri, corruzioni, sfruttamenti di risorse naturali da parte di chiunque e dittature incatenate al potere. 

Ho accettato di dare il meglio di me per far sì che la flora e la fauna selvatica possano essere salvaguardate al di là di tutte le pressioni, al di là di tutta la brama di denaro, al di là di tutto. Qualsiasi cosa dovesse accadermi, l’accetterò, perché non sono speciale. Non possiamo mostrarci deboli e permettere alla Soco di procedere indisturbata con il suo lavoro. Alla fine saremo giudicati se resteremo a guardare mentre il parco scompare; ma il nostro desiderio è che questo parco possa vivere per sempre.

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Il cuoco vagabondo 

Ormai lo avrete capito, amo i viaggi e tutto quello che può in qualsiasi modo portare alla scoperta e alla conoscenza di vite ed universi lontani dal mio. È per questo che ultimamente, grazie al digitale terrestre, mi sono appassionata ad alcuni programmi che vengono mandati quotidianamente sul canale televisivo italiano della Feltrinelli, laeffe. Tra i tanti programmi che affascinano me e mia madre ce n’è uno che mi ha fatto esclamare sin dalla sua prima apparizione: “Accidenti questo è pazzo…vorrei proprio essere lui!!!”. Sto parlando del cuoco vagabondo, chef Fred Chesneau, sognatore, amante del mondo, ricercatore e, non in ultimis, cuoco di grand classe che potrebbe essere guidato nelle sue avventure on the road in giro per il mondo (conosciuto e non) da un mantra tipo questo: 

Quando è il viaggio che giustifica i mezzi, l’unico fine è scoprire stili di vita sempre nuovi, senza limiti né mezze misure. 

Ha girato in lungo e in largo, assaggiato i cibi più gustosi, speziati e ricercati, conosciuto le preparazioni più strane e complicate di ogni piatto senza fermarsi mai… Ed è vagabondo perché non è uno di quei cuochi che fanno visita ad altri grandi cuochi o chef stellati in giro per il mondo, ma esplora, oltre che l’eterogeneo universo culinario, gli usi e i costumi di popoli al limite della civiltà e della modernizzazione. È uno di quei personaggi con i quali mi piacerebbe oltremodo condividere una cena per poter viaggiare attraverso i suoi variegati racconti e i suoi strani aneddoti, attraverso la sua simpatia che lo ha fatto accettare benevolmente da popoli turisticamente lontani, come per esempio il Camerun, lo Sri Lanka, l’entroterra malgascio, popoli cambogiani… Se volete viaggiare anche voi con il simpaticissimo e bravissimo cuoco vagabondo seguite le sue puntate su laeffe tutti i giorni (dal lunedì al venerdì) alle ore 20:00 e in replica intorno alle 13:00.  

 

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Il mondo dei viaggiatori 

  

 Questa mattina voglio presentarvi una nuova guida pubblicata dalla nostra amica Lonely Planet; non si tratta di una guida dedicata ad una singola nazione o ad una singola capitale mondiale, ma si presenta come un’immensa summa di tutti i chilometri percorsi dai fortunati autori della collana. MONDO – Guida per Viaggiatori sintetizza 40 anni di esperienze di viaggio nella prima grande guida al pianeta intero. Avventure stimolanti ed attrazioni irresistibili vi aspettano in ogni angolo del globo. In più, navigando in lonelyplanetitalia mi sono imbattuta in questo interessantissimo concorso fotografico sponsorizzato appunto dalla Lonely. Chiunque volesse partecipare ha tempo fino al 25 maggio per inviare massimo 3 fotografie in formato jpeg e di dimensioni minimo 1024px di larghezza. Il tema del Contest consiste nella realizzazione di una fotografia sul tema del “Viaggio”. Viaggiare è una fonte inesauribile di esperienze, emozioni, ispirazione. La foto migliore è quella che racconta un’emozione, la tua. Paesaggi, luoghi e persone che ti hanno conquistato in giro per il mondo. Basta un’immagine per andare lontano. E vinci il mondo. 

Per partecipare e consultare il regolamento completo collegatevi al sito http://concorso.lonelyplanetitalia.it 

 In bocca al lupo a tutti coloro che decideranno di partecipare!!!📷📷📷