Rotolando verso Sud – Urbino 

Riuscite ad immaginare una città capace di portarvi indietro nel tempo come foste sotto una sorta di incantesimo? Dall’alto della città, dove si trova la Fortezza Albornoz, è possibile ammirare i mille volti di questa magnifica città medievale dove ancora oggi è possibile respirare la storia e la bellezza dei secoli passati semplicemente perdendosi nel suo labirinto di vicoli e stradine. Urbino è circondata da un paesaggio mozzafiato dipinto da Piero della Francesca in molteplici opere; una distesa di colline spesso coperte da un velo di nebbia fanno sì che la città sembri spuntare da un libro delle fiabe. La sua antica struttura rinascimentale è rimasta perfettamente intatta nel tempo; durante il Ducato di Federico di Montefeltro la città raggiunse il suo massimo splendore: mecenate e mercenario, il duca creò un entourage composto dei migliori artisti del tempo tra cui architetti, scultori, scrittori e pittori. Di fronte al Palazzo Ducale, un edificio in elegante stile mrinascimentale in cui sono ospitati dipinti di Piero della Francesca, Paolo Uccello, Signorelli, Raffaello e Tiziano troviamo la Chiesa di San Domenico e a pochi distanza da questa anche il Duomo, il principale edificio religioso della città di Urbino. Scendendo verso Piazza della Repubblica ed attraversandola scopriamo la Chiesa di San Francesco. Risalendo lungo via Raffaello troviamo la casa natale di Raffaello dove nacque il pittore nel 1493; la casa era la bottega del padre Giovanni Santi ed è qui che Raffaello venne iniziato all’arte della pittura fin da giovane. Terminiamo la visita della città tornando in Piazza della Repubblica, oggigiorno vero cuore pulsante della vita cittadina: i caffè, i portici e gli studenti universitari la aniano ad ogni ora del giorno e della notte. 

La seconda parte del viaggio – Rotolando verso Sud ci porterà alla scoperta di alcuni borghi che costellano la regione del Montefeltro, la magnifica Riserva Naturale delle Gole del Furlo fino a raggiungere Loreto

• Stay tuned •

Fly&drive in technicolor 

Buongiorno a tutti cari Giramondini… Nel mio ultimo racconto di viaggio a Tenerife avevo promesso che presto vi avrei svelato il mistero riguardo la mia prossima destinazione. Se ricordate il post di qualche mese fa #TravelDreams avevo citato in pole position la Namibia (in realtà sottintendendo Africa in generale) che con le sue sfumature accese di rosso invita il viaggiatore a scoprire il Primordiale ed il Selvaggio nascosto nelle sue magiche terre. Per il mio prossimo viaggione la destinazione si modifica ma il desiderio di esplorare e la voglia di partire è sempre la stessa. Tra poco meno di un mese io ed il mio compagno ci catapulteremo in un viaggio self drive in Sudafrica, la Rainbow Nation, Paese leggendario per la bellezza dei suoi paesaggi e per l’immensità delle sue ricchezze naturali. L’itinerario di viaggio abbozzato prevede arrivo a Johannesburg, direzione Nord-est puntando verso l’area del Blyde River Canyon, il secondo canyon africano ed il terzo (dopo il Grand Canyon negli Stati Uniti ed il Fish River in Namibia) del mondo, delle Sudwala Caves e della cittadina di Pilgrim’s Rest, la cui storia è legata a doppia filo a quella della corsa all’oro, per poi finalmente raggiungere il KRUGER NATIONAL PARK con la sua costellazione di riserve private della provincia di Mpumalanga. Non vedo l’ora di condividere con voi storie e scatti di questa terra che ancora non conosco ma che già mi affascina e mi richiama. 

Lisbon style: 3rd day

  Mamma mia che giornata meravigliosa!!!! Le mie aspettative per la visita a  BELÉM erano notevoli, soprattutto avendo letto vari resoconti di viaggio e racconti che idolatravano le varie meraviglie che costellano le rive del Tago…. Devo ammettere che quella di oggi è stata la giornata più intensa e sicuramente la più bella del mio soggiorno a Lisbona. Dopo una colazione abbondante e dopo aver inavvertitamente fatto scivolare due panini nel mio zaino (per la pausa pranzo) sono discesa nel sottosuolo e mi sono diretta con la metro linea verde Cais di Sobre, da dove ho preso l’Electrico 15E direzione BELÉM. Dopo circa una ventina di minuti e dopo aver salutato più da vicino il mastodontico Cristo Rei e il ponte rosso di Lisbona sono arrivata a destinazione. Seguendo sempre le indicazioni della mitica guida Mondadori mi sono diretta a Praça Alfonso de Albuquerque, Al centro della quale si erge una colonna Manuelina con la statua di Alfonso, il primo viceré d’India. La camminata è proseguita in un altro parco che costeggia Rua Vieira Portuense, le cui case risalenti alle 16º e 17º secolo rappresentano un netto contrasto con gli imponenti ed ormai moderni edifici di Belém. Sono sbucata proprio davanti alla famosissima Confeitaria de Belém, pasticceria dell’ottocento rinomata per le sfoglie ripiene di crema <pastéis>. Decido però di tornarci più tardi, per la pausa merenda. Foto d’obbligo e poi proseguo il mio percorso lungo la Travessa dos Ferreiros Che mi porta proprio all’entrata del Jardím Botânico Tropical

Decido di spendere la bellezza di ben 2 euro per visitare questo tranquillo giardino un tempo annesso al Palazzo di Belém che custodisce moltissimi alberi e specie di piante esotiche originari delle ex colonie portoghesi. La quiete e la pace di questi giardini mi hanno subito rapita e sono rimasta colpita dal fatto che così pochi turisti si addentrino nelle sue viuzze verdi e profumate. Dopo una buona ora passata in mezzo al verde decido che è giunto il momento per me di affrontare la prima delle tre meraviglie disseminate lungo la costa del Tago: il Mosteiro dos Jerónimos.  Premetto che Per parlarne come giusto merita dovrei dedicargli un post intero perché è stata una visita lunga ed entusiasmante ma per adesso mi limiterò a qualche informazione. Il monastero venne eretto a partire dal 1501 subito dopo il rientro di Vasco da Gama dal suo storico viaggio e tutt’oggi rappresenta un modello emblematico di architettura manuelina. La navata centrale della chiesa è a dir poco spettacolare con volte sorrette da esili colonne ottagonali che si allargano come palme verso il tetto creando un’armoniosa distribuzione dello spazio. Il coro della chiesa lascia senza fiato!!!  

Per visitare il chiostro in puro stile Manuelino ho acquistato un biglietto del valore di € 12 che mi ha permesso poi di visitare anche la Torre di Belém. Beh anche qui la pace e la tranquillità che mi avevano conquistata nei giardini si rifanno vivi; mi prendo tutto il tempo necessario per ammirare gli archi decorati e i ricchi intagli che corrono lungo il perimetro del chiostro… E decido di averne abbastanza dopo circa due ore di visita al monastero!!!! Trascorro la mia pausa pranzo tranquillamente nella grande piazza davanti al monastero (Praça do Império) non sapendo se rivolgere la mia attenzione al monastero o al Monumento alle Scoperte che si trova proprio di fronte al monastero. Con l’ausilio di un comodissimo sottopassaggio raggiungo il monumento angolare che si erge imponente sul lungo fiume di Belém. È davvero maestoso ed impressionante!!! Decido anche qui di spendere ben 4 eurini per prendere un ascensore che conduce direttamente al sesto piano del monumento; da qui una scalasi inerpica fino in cima da dove il panorama è a dir poco mozzafiato… Anche qui mi prendo tutto il mio tempo ed esamino dall’alto Belém ed il panorama che si offre i miei occhi. Proprio di fronte al monumento un intarsio sul pavimento raffigura un’enorme bussola nautica con al centro una cartina con le rotte seguite dai navigatori durante l’Età delle Scoperte. L’ultima tappa del mio lento peregrinare di oggi è la Torre di Belém, gioiello manuelino simbolo della grandiosa era espansionistica del Portogallo. Non voglio annoiarvi con le mie lunghe descrizioni di questa meravigliosa giornata e quindi per ora termino qui il resoconto della mia terza giornata di viaggio a Lisbona… Ma non posso promettere a nessuno che questo post non verrà ampliato con dettagli ulteriori e foto una volta che sarò rientrata in Italia😋😋😋

Lisbon style: 2nd day

 Quest’oggi amici miei munitevi di tanta voglia di camminare, tanta voglia di vedere cose nuove ma soprattutto di un buon paio di scarpe perché i saliscendi di Lisbona sono sì suggestivi e ricchi di fascino ma d’altro canto sono davvero difficili da affrontare soprattutto dopo una giornata passata a girovagare per i suoi vicoletti. Ma andiamo con ordine e partiamo dal primo vero viaggio in tram del mio soggiorno a Lisbona. Stamattina dopo un’abbondante colazione mi sono diretta verso Martim Moniz, capolinea di uno dei più famosi tram di Lisbona: l’Electrico 28. Non potevo assolutamente perdermi l’occasione di risalire le stradine strette dei quartieri popolari di Lisbona a bordo di questo pezzo di Storia. Dopo aver percorso Rua da Palma, il tram ansima sulle salite che portano al quartiere di Graça e da qui verso le discese delle stradine dell’Alfama fino alla Cattedrale di Sé, il mio personale capolinea. Qui il tram continua la sua corsa e il suo sferragliare verso Baixa, il Barrio Alto, Estrela ed infine il cimitero monumentale. Essendo la mia prima destinazione il quartiere popolare di Lisbona scelgo di scendere ai piedi di , meravigliosa cattedrale costruita nel 1150 sul terreno di una vecchia moschea islamica. Assolutamente da visitare il chiostro gotico cui si accede dalla terza cappella del deambulatorio con i magnifici scavi archeologici con reperti romanici e di altri periodi antecedenti la costruzione della cattedrale. Terminata la visita mi sono diretta alla vicina chiesetta dedicata a Sant’Antonio che sorge presumibilmente sul luogo della sua casa natale. Da qui mi sono mossa verso il Miradouro de Santa Luzia, che offre una vista magnifica dell’Alfama e del Tago e poi ancora più su verso il quartiere di Graça per visitarne la chiesa, Igreja da Graça. Per completare la visita del quartiere dell’Alfama mi sono diretta al famosissimo Castelo de São Jorge: classificato Monumento Nazionale con decreto Regio del 1910, il castello occupa un’area privilegiata dell’antica cittadella medievale costituita dal castello, dalle rovine dell’antico palazzo reale da parte del quartiere delle Elites. Bellissimo il giro lungo le mura medievali e le magnifiche vedute dalle torri e dai bastioni. La mia brevissima pausa pranzo si è consumata in tranquillità all’ombra dei grandi alberi della terrazza panoramica, che offre vedute spettacolari di Lisbona e del Tago. Ripercorrendo a ritroso le vie dell’Alfama mi sono lasciata alle spalle il Castello e Sé E vagabondando per le vie della città sono giunta nuovamente a Restauradores dove ho ultilizzato Per la seconda volta l’Elevador da Glória, una funicolare che risale la collina fino al Barrio Alto e al Miradouro de São Pedro. Visto che durante la prima giornata il tempo mi era scappato via veloce questo pomeriggio visito São Roque: sobria ed essenziale la facciata all’interno la cattedrale si rivela ricca ed interessante. Di nuovo una passeggiata lungo le vie alberate del belvedere di São Pedro E poi su fino alla Praça di Príncipe Real. Diciamo che per alcuni tratti Lisbona mi ricorda sia il decadentismo affascinante di Malta sia la bellezza di alcuni luoghi di Barcellona. Mi rilasso un attimo passeggiando tra le viuzze del parco e poi decido di prendere l’autobus 773 direzione Basílica da Estrela. Dopo circa una ventina di minuti raggiungo la basilica maestosa e bellissima situata proprio di fronte ai popolari giardini da Estrela, una valida copia dei giardini ti a Barcellona mi rubarono il cuore. Le gambe ormai fanno da sole non sono più io che scelgo la direzione; fatto sta che mi ritrovo sul tram 25 direzione Praça do Comércio. Da qui risalgo Rua Augusta, mi regalo ben due pastéis accompagnati dal liquore tipico di Lisbona, la GINJINHA (fortissimo per me che non bevo praticamente mai) e mi tuffo nel sottosuolo della città per ritornare stanca ma con gli occhi ricchi di bellezze nella tranquillità della mia stanza.

Ps domani ci aspetta BELÉM