Digressione

E alla fine di un lungo andare…

“E alla fine di un lungo andare il viaggiatore sorridendo volge di nuovo lo sguardo al recente passato, alle esperienze collezionate lungo il percorso, ai pianti, alle difficoltà combattute, ai sorrisi, agli abbracci confortanti di nuove persone presto diventate amiche; sempre sorridendo il viaggiatore consapevolmente ammette più a se stesso che agli altri che nella vita non è poi così importante il traguardo finale, ma conta molto più il percorso che si compie per arrivarvi”.

La mia prima lunga esperienza africana volge al termine: dopo tre mesi di guiding, driving, pioggia, sole, amici, libri ed esami torno a casa abbracciando la mia qualifica nuova di zecca: GUIDA CERTIFICATA FGASA LEVEL 1. Sono stati mesi intensi, pieni di emozioni, di gioie, di momenti indimenticabili. Descrivere l’esperienza a BHEJANE a parole mi risulta molto difficile, non perché non riesca a trovare le parole giuste per parlarvene, ma piuttosto perché i sentimenti e le forti sensazioni provate lungo questo percorso non sono commentabili a parole. Appena tornerò a casa utilizzerò le fotografie collezionate in questi mesi per farvi entrare nel mio magico mondo, per farvi conoscere questa accademia, per farvi capire perché mi sono follemente innamorata del bush e di tutto il mondo che vi gravita attorno. 

• Stay tuned •

Digressione

Riflessioni africane 

Gli occhi si tingono di verde, e rosso, ed oro, e l’aria che entra nei tuoi polmoni è pura, fresca, rigenerante, soffio vitale. La Terra rivendica il suo dominio su queste terre lussureggianti, su questo lenzuolo silenzioso ma allo stesso tempo ricco di Vita. Ad Ebandla ho imparato a giocare, danzare, sorridere, perdermi con la pioggia; ho imparato a fallire; ho imparato a riprovarci senza timore di sbagliare ancora; ho imparato ad ascoltare il silenzio; ho imparato a contare gli attimi di Vita e non le ore che scorrono; ho imparato a vivere senza cognizione temporale, innamorandomi ogni giorno di più di questo distacco dalla vita caotica e soffocante alla quale sono così tanto abituata; ho respirato la strada sabbiosa che ogni giorno più volte al giorno percorriamo; ho annusato l’aria per scovare elefanti e rinoceronti; mi sono emozionata ogni giorno aprendo gli occhi nella mia tenda dispersa nel nulla scoprendomi così forte, così determinata, così desiderosa di raggiungere un obbiettivo ancora tanto lontano ma così concreto, così tangibile; ho scoperto la bellezza intricata delle piante e degli uccelli, tendendo l’orecchio ad ogni suono, ogni richiamo, ogni scricchiolio; ho ascoltato l’assordante silenzio del sorgere del Sole, una meravigliosa palla infuocata che muove i fili intricati della Natura che rinasce sotto il suo caldo abbraccio; mi sono addormentata con gli occhi pieni di stelle, su un terreno umido, roccioso, immensamente felice. 

Digressione

Liebster award 2016


Eccomi qua, anche quest’anno così com’era successo alla nascita di questo blog partecipo al Liebster award 2016, una sorta di piccolo riconoscimento da parte di amici blogger che mi seguono e che hanno trovato interessante questo mio piccolo spazio dedicato ai viaggi sognati, immaginati, programmati e vissuti. Ringrazio quindi Daniela per la nomina e mi appresto a rispondere alle sue magnifiche 10…. Ma prima, una sguardo al regolamento: 

  • Pubblicare il logo del Liebster Award sul proprio blog
  • Ringraziare il blogger che ti ha nominato e seguirlo
  • Rispondere alle sue 10 domande
  • Nominare a tua volta altri 10 blogger con meno di 200 follower
  • Formulare altre nuove 10 domande per i tuoi blogger nominati
  • Informare i tuoi blogger della nomination
  1. Quale viaggio non hai ancora fatto ma speri di fare presto?Se ne dovessi scegliere soltanto uno… Il 🇲🇬 Madagascar… secondo gradino del podio (ma un pochino più difficile da realizzare) lo lascio all’Isola di Pasqua, una terra lontana che mi affascina da quando sono una bambina.
  2. Quanto prima cominci ad organizzare i tuoi viaggi? Dipende da quanto tempo prima decido di fare i bagagli e partire… Amo l’organizzazione del viaggio, è tanto emozionante quanto il viaggio stesso alle volte, e quindi logicamente se ho alcune settimane a disposizione mi perdo (letteralmente) tra cartine, mappe e guide turistiche.
  3. Viaggi leggero o parti carico di bagagli? Parlando al presente, cerco di mettere in valigia soltanto l’essenziale, quello che penso possa essere considerato un MUST HAVE della vacanza… Anche se devo ammettere che ho abbracciato da pochi anni questa filosofia di viaggio.
  4. Leggi mai le recensioni online dei posti che devi visitare prima della partenza? ASSOLUTAMENTE SÌ; credo fortemente nelle capacità dei viaggiatori di essere parti di un grande uno e quindi penso che le recensioni ed i commenti, siano essi positivi o negativi, siano fondamentali durante l’organizzazione di una vacanza. 
  5. Preferisci i viaggi itineranti o rimanere nello stesso posto? Viaggi itineranti al 100%!!! Credo sia l’unico modo possibile per immergersi completamente in un luogo, nella sua cultura, nelle sue genti, nella sua storia. Amo perdermi nel viaggio, scovare cose meravigliose mentre ne stavo magari ricercandone altre… Questo è VIAGGIARE.
  6. Se ti dicessero che hai un budget illimitato a disposizione per un solo viaggio, dove andresti e cosa faresti? Se leggerete il mio libro (Autobiografia mancata) lo scoprirete facilmente… Un piccolo indizio: acquisterei un round the world ticket… ma le destinazioni non posso svelarvele 😬😬😬
  7. Il luogo che più ti ha incantato e perché. Angkor Wat, il luogo magico per antonomasia, uno spettacolo che inebetisce, ammalia, zittisce anche il più chiacchierone del gruppo!!!
  8. Quando sei in viaggio condividi le cose che fai su internet o con i tuoi amici? Amo la fotografia quindi se ne ho la possibilità posto lo scatto più significativo della giornata sul mio profilo Instagram e agli amici più cari riservo scatti simpatici e particolari.
  9. Il pasto migliore che hai fatto durante un viaggio. Dov’eri e cos’hai mangiato? No, non può assolutamente essere definito il pasto migliore della mia vita ma sicuramente quello che ricorderò per tutta la vita: ragno fritto a Skoun – Cambogia. 
  10. Le mete che hai visitato negli ultimi 12 mesi. – Tenerife OnTheRoad – Sudafrica OnTheRoad – Italia (dalla Lombardia alla Puglia) OnTheRoad.                      

Ecco le mie 10 domande: 

  1. Se potessi viaggiare nel tempo dove andresti a finire e perché?
  2. Qual è la canzone che ti fa pensare al viaggio?
  3. La foto più imbarazzante che hai avuto la possibilità di catturare nei tuoi viaggi. 
  4. Se potessi partire per un luogo lontano, dove passeresti questo Natale e con chi?
  5. Cosa ti manca di più quando sei lontano dalla tua città natale?
  6. Il cibo più strano che hai avuto il coraggio di assaggiare.
  7. Hai un portafortuna che ti segue sempre nelle tue avventure? Se sì quale?
  8. Ti sei mai trovato in una situazione di pericolo reale? Se sì come ti sei comportato e come ci sei uscito?
  9. Qual è il mezzo di trasporto più strano che hai utilizzato nei tuoi viaggi?
  10. Il colore che connetti alla serenità del viaggio. 

Ed ecco a voi le mie nomination 

Discovery of World 

Io Parto da Sola 

Just a Girl With a Suitcase 

I Viaggi di Irene 

PostoFinestrino6a

ViaggiVersoMe

ViviComeViaggi

ViviPossibile

ViaggiAround

FlowerStories

Link

Al via la 53esima edizione del Wildlife Photographer of the Year 

Il Wildlife Photographer of the Year è il concorso di fotografia naturalistica più antico e prestigioso al mondo. Il concorso  utilizza la fotografia per mostrare le percezioni relative al mondo naturale, contribuendo a promuovere la sostenibilità e salvaguardia della fauna selvatica.
Celebra la biodiversità, l’evoluzione e le origini della vita e desiderio principale dell’organizzazione è quello d’ispirare una maggiore comprensione della natura.
La manifestazione promuove una fotografia naturalistica etica, con una rappresentazione fedele del mondo naturale con immagini non sottoposte a eccessiva manipolazione digitale, accompagnate da didascalie veritiere e scattate nel rispetto totale degli animali. Le iscrizioni per prender parte alla 53esima edizione del concorso apriranno lunedì prossimo (24.10.2016) e si chiuderanno il 15 dicembre. Il concorso comprende una sezione dedicata agli adulti, aperta ai fotografi  di età superiore ai 18 anni, e un concorso per giovani, aperto ai fotografi di età pari o inferiore ai 17 anni. Quindi ragazzi ricercate i vostri scatti migliori ed incrociate le dita!!! Per info ed iscrizioni: nhm.ac.uk

Self drive in Technicolor- Parte III

Avete ragione a rimproverarmi. È passato troppo tempo dal mio ultimo post nel quale ripercorrevo le strade impolverate dell’Africa e vi raccontavo del Moholoholo e dell’HESC; inoltre vi avevo anche promesso che presto vi avrei parlato di Mister West, dei suoi meravigliosi gattoni e degli avvistamenti selvaggi nelle terre sconfinate del Kruger. Ma poi il mio progetto segreto mi ha rapita per delle giornate intere e la cura del mio blog e dei miei cari followers è ahimè passata in secondo piano (p.s. Appena potrò vi svelerò il mio importante progetto segreto…ci stiamo ancora lavorando). Beh nonostante siano passati quasi due mesi dall’ultima volta che vi parlavo di tutto questo il mio cuore conserva ancora intatti i momenti sudafricani, le risate attorno al fuoco dopo giornate intense ed emozionanti, i racconti notturni di Mister West, il proprietario del Lion Tree Top Lodge, la guesthouse che ha ospitato me ed il mio ragazzo per quasi un’intera settimana; un omone sorridente e ciarliero in grado di trasportare chiunque sia anche minimamente  appassionato di natura e viaggi nel magico mondo della savana e del bush: i suoi racconti allietano le cene attorno al focolare e ci fanno conoscere un’Africa diversa, un’Africa ammaliante ed allo stesso tempo politicamente corrotta e pericolosa; ci parla con gioia delle sue figlie adottive, due meravigliose leonesse che con amore e dedizione ha cresciuto. Il Lion Tree Top Lodge ha questo di unico, di impagabile: la possibilità di percorrere le strade selvagge  del bush in compagnia di questi maestosi esemplari. È un’esperienza che non ha eguali, ti lascia con il fiato sospeso vedere queste creature correrti incontro ed invitarti al gioco, ti fa venire voglia di piangere dalla felicità, ti fa odiare ancora più profondamente se possibile quei maledetti bracconieri che giorno dopo giorno decimano la popolazione Che ad oggi conta soltanto 20mila esemplari di cui appena 3500 maschi. Le camminate nel bush ci regalano preziose informazioni sulla flora e la fauna che ci circonda, che i popoli africani idolatrano per i poteri che si nascondono nelle erbe, nelle foglie, nelle linfe delle piante. Il Lion Tree Top Lodge è magico, regala sensazioni che soltanto un Lodge immerso nella natura può darti, un assaggio di quel meraviglioso selvaggio che l’Africa rappresenta, con i suoi suoni, i suoi rumori, i suoi silenzi. E poi ancora il Kruger, un immenso polmone che ad ogni sorgere del Sole rinasce, si rinvigorisce, richiama alla vita centinaia di esemplari di impala, zebre, giraffe, gnu, babbuini, leoni, leopardi; una terra in continuo movimento, che cambia ad ogni sguardo, ad ogni respiro; uno spazio gigantesco dove l’occhio si perde nelle mille tonalità di verde e giallo che inondano il visitatore curioso; la forza della natura inversamente  proporzionale alla piccolezza dell’uomo. 

Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia.

(Ernest Hemingway)

Self Drive in Technicolor – Parte II

In questa seconda parte del mio viaggio a ritroso nei ricordi africani vorrei proporvi tre giornate alternative, sempre per rafforzare il contatto con la Natura dirompente e dominatrice africana. Per riprendere il primo post sul Sudafrica vi propongo un tour guidato in barca nel cuore del Blyde River Canyon, il terzo canyon più esteso al mondo e sicuramente il primo “canyon verde”, data la presenza di una vegetazione subtropicale abbondante e diversificata. L’avventura sulle acque permette di conoscere da vicino la Natura del Canyon, la storia dello stesso, e di vedere da un’altra prospettiva i grandi protagonisti del Canyon, come ad esempio le Three Rondavels o le magnifiche Kadishi Tufa waterfall (cascate Kadishi Tufa), le seconde cascate di tufo calcareo più alte del pianeta; l’erosione di queste cascate nel tempo ha portato alla formazione di quello che viene definito “il viso piangente della Natura”, un volto piangente scavato nella roccia di dimensioni notevoli. _DSC0519.JPGLa visita della durata di circa un’oretta e mezza scorre sulle acque tranquille e protette del Blyde Dam e, se siete fortunati come i sottoscritti, avrete la possibilità di scorgere ippopotami, coccodrilli, babbuini e leopardi (la nostra guida ci ha confessato però di aver avuto la fortuna di avvistarlo soltanto una volta nei suoi sette anni di carriera). Un breve viaggio che rafforza ancor più il senso di piccolezza degli uomini nei confronti della potenza della Natura.

La seconda visita che mi sento di consigliare è quella all’Hoedspruit Endangered Species Centre (HESC), un centro focalizzato sulla conservazione e sulla difesa di specie rare, vulnerabili e a rischio di estinzione. HESC è la prova tangibile di come l’uomo possa essere in qualche modo “utile” alla Natura e possa difendere attivamente animali ad elevato rischio di estinzione. Il centro è particolarmente attivo nella difesa dei ghepardi, nel trattamento e nella riabilitazione di rinoceronti vittime del bracconaggio oramai indiscriminato, nella salvaguardia dei magnifici licaoni (sono innamorata di questi canidi dal momento in cui li ho incontrati per la prima volta sui miei manuali di studio AIEA). Caricati su di un 4X4 verde militare il percorso guidato si snoda attraverso la piccola riserva dell’HESC, ci si avvicina a rinoceronti, caracal, serval, avvoltoi e licaoni e si conoscono da vicino situazioni tragiche che affliggono l’Africa e le sue meraviglie, come appunto la caccia indiscriminata all’interno delle riserve e la piaga dolorosa del bracconaggio.

Anche l’ultima visita si snoda all’interno di un centro di recupero, distante pochissimi chilometri dal Blyde Dam (quindi fattibile nella stessa giornata): The Moholoholo Wildlife Rehabilitation Centre, un centro di recupero e riabilitazione nato nel 1991 da un’idea di un certo Mr Strijdom, proprietario del terreno sul quale ora sorge il centro. Anche questa visita appesantisce il cuore, perché in una camminata di circa un’ora il volontario che guida “la spedizione” parla di tutto quello che capita in Africa alle specie più disparate, dal ghepardo al ratele, dal  bucorvo di Leadbeater al leopardo, dal leone al licaone.

Nel prossimo post vi parlerò della mia Africa, dell’immensità del Kruger, di Mr. West, il papà di due meravigliose leonesse 17 mesi di 140kg, di Tena e Demi e di molto altro ancora!!! Una buona domenica a tutti miei cari followers, a presto!!!

Self Drive in Technicolor – Parte I

Più di 2000 chilometri percorsi, più di 1500 scatti pieni di emozioni e meraviglia, un Viaggio avventuroso che, districandosi tra canyon, villaggi e riserve naturali dalle bellezze mozzafiato, ci ha condotti a scoprire in maniera totalizzante cosa davvero sia quel forte richiamo verso la terra africana, la sua gente, i suoi colori, quel senso di appartenenza nei confronti di questa Terra lontana e selvaggia. Il mal d’Africa. Sento ancora sulla mia pelle il profumo dell’Africa, quel miscuglio di terra, sabbia, natura e persone che rimane persistente e che desidero ardentemente non se ne vada più. Questo non potrà essere un reportage di viaggio simile a tutti gli altri che costellano il mio blog, non potrei descrivere ordinatamente le emozioni e gli stati d’animo: gioia, per il nostro primo leopardo avvistato all’ombra di un’enorme pianta a pochi metri da noi; stupore, di fronte alla magnificenza della Natura selvaggia e dominatrice; agitazione e terrore, quando abbiamo scampato per un soffio la carica di un elefante nel bel mezzo del Kruger; rabbia ed orrore, ascoltando le storie di ranger e guide riguardo al bracconaggio e alla stupidità del genere umano. E’ esattamente come quando ci si innamora: si perde il senso del tempo, si diventa monotematici e noiosi, si sentono le farfalle nello stomaco e si vuole passare ore ed ore in compagnia dell’amato. Sì, miei cari followers, penso proprio di essermi innamorata dell’Africa. In questo reportage dunque, così come nei prossimi che seguiranno, non racconterò giorno per giorno la nostra esperienza africana (parlo al plurale perché anche il mio ragazzo, anche se in maniera un pochino più razionale di me devo ammettere, ha lasciato un pezzettino del suo cuore in quelle terre estreme), ma cercherò in qualche modo di farvi metaforicamente viaggiare nei miei ricordi e nelle mie felicità, parlandovi di avvistamenti, incontri e persone che hanno reso questo viaggio una vera e propria esperienza di vita._DSC0692I primi giorni del nostro peregrinare in Sudafrica si sono concentrati sulla scoperta del magnifico Blyde River Canyon; di recente rinominato Motlatse rappresenta una delle meraviglie indiscusse del continente africano, ricco di spot fotografici strabilianti e panorami eccezionali. E’ il secondo canyon più vasto dell’Africa ed il terzo a livello mondiale (dopo il Grand Canyon negli Stati Uniti ed il Fish River Canyon namibiano). La R532, meglio conosciuta come Panorama Route, accompagna il visitatore nei luoghi più suggestivi del canyon: il punto di partenza perfetto è la cittadina di Graskop, anche se noi in realtà abbiamo percorso a ritroso la strada dato che abbiamo soggiornato nella parte settentrionale del canyon. Fra i luoghi più celebri di questa meraviglia lunga all’incirca 40 km le Three Rondavels, massicce rocce tondeggianti simili alle capanne degli indigeni, le rondavels in afrikaans appunto, che si ergono a guardia dello spettacolo naturale sottostante; i Bourke’s Luck Potholes, merito del potere incessante dell’acqua che nei secoli ha plasmato queste cavità cilindriche formate da impressionanti falesie di color rosso che si tuffano nelle acque color turchese dei fiumi Blyde e Treur; le Lisbon e le Berlin Falls, che nonostante la scarsa portata dell’acqua rimangono di uno spettacolo incredibile anche nella stagione invernale; la sensazionale “finestra di Dio”, la God’s Window, da dove, nonostante la nebbiolina leggera che circondava il canyon, abbiamo goduto di una vista mozzafiato sul bushveld sottostante; e the last but not the least The Pinnacle, a pochissimi chilometri a nord di Graskop: un’incredibile torre rocciosa alta 30 metri, sentinella silenziosa della natura verdeggiante che lo circonda. Terminata la visita dei vari siti naturalistici un meraviglioso miscuglio di colori e bancarelle allieta il nostro andare: ci fermiamo ad ammirare l’artigianato locale, acquistiamo per pochissimi soldi oggetti dalla bellezza rara. Gli ingressi ai siti naturalistici richiedono una fee d’entrata ridicola se paragonata agli standard italiani (parliamo di 20-50 R a persona, all’incirca 1-2 €), ma come vi ripeto la bellezza dei luoghi è impagabile, e le foto parlano sicuramente meglio della sottoscritta. A proposito di foto, vi raccomando di dare un’occhiata al mio profilo Flickr per poter godere appieno della magia africana.

Per questo primo capitolo è tutto miei cari amici, spero presto di potervi scrivere ancora per parlare delle mie giornate africane.

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Bourke’s Luck Potholes, in cima al Bourke River Canyon