Sotto il sole della Toscana

Post ritardatario… Tutto il mio essere negli ultimi mesi è stato risucchiato dal mondo della botanica, dell’astronomia, della climatologia, dal magico e pantagruelico mondo degli animali, quindi cari followers chiedo venia se non sono riuscita a scrivere in tempi brevi il mio racconto di viaggio che ha portato me ed il mio fidanzato a vagabondare per le immense distese toscane nel mese di novembre. Il viaggio on the road ci ha portato a visitare gioielli italiani che costellano le dolci colline della Val d’Orcia, simbolo dello splendore e del fascino paesaggistico italiano, inserita nel patrimonio dell’Unesco dal 2004. Questa terra è diventata celebre per i colori della sua terra, per i profumi, per i sapori e naturalmente per la sua storia, che oggi trova tracce evidenti nell’arte e nella letteratura.
_DSC0005.JPGNel periodo rinascimentale, molti pittori della Scuola Senese hanno immortalato questi paesaggi nelle loro opere, mentre più tardi – tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento – scrittori e tantissimi viaggiatori stranieri, provenienti soprattutto dal nord d’Europa, hanno parlato di questa zona della Toscana nelle loro opere e nei diari di viaggio, evidenziandone le bellezze paesaggistiche. Il nostro viaggio inizia un pò più al Nord, dalla visita rapida di Lucca e Pisa, dove la luce crepuscolare toscana mi ha fatto innamorare di Piazza dei Miracoli. Nei giorni successivi il nostro lento girovagare solitario ci ha portato prima a San Gimignano, borgo medievale dalla tipiche torri che le sono “costate” la nomina di Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, poi a Volterra, cittadella dal caratteristico aspetto medievale celebre per l’estrazione e la lavorazione dell’alabastro; ed ancora a Siena, dove abbiamo ritrovato un pizzico di caos e disordine cittadini tutt’intorno alla popolarissima Piazza del Campo, originalissima per la sua particolare forma a conchiglia.

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Abbazia di San Galgano – Chiusdino

Ritornando nella pace e nella solitudine dei campi toscani ci siamo diretti alla splendida ed affascinante Abbazia di San Galgano ed al vicinissimo Eremo di Montesiepi col suo mistero di ‘Excalibur’, cioè la spada che San Galgano infisse in una roccia, quando decise di lasciare la sua vita dissoluta di signore, per farsi eremita. Il lento andare approda quindi in Val d’Orcia, prima a Montalcino, meraviglia medievale, punto di riferimento per gli appassionati del Brunello; una strada secondaria ci ha portati di fronte alla maestosità silenziosa dell’Abbazia di Sant’Antimo: immersa nelle campagne toscane una delle più importanti architetture del romanico toscano emana una sacralità che in modo particolare e privato arriva a toccare l’anima di chiunque abbia la fortuna di visitarla. Gli ultimi giorni abbiamo soggiornato a San Quirico d’Orcia, antico borgo medievale situato lungo la Via Francigena, e da qui abbiamo raggiunto prima Pienza, vero e proprio gioiello urbanistico architettonico delle terre toscane, e poi Montepulciano, uno dei borghi più famosi di tutta l’area della Val d’Orcia, dove siamo stati risucchiati dall’ammaliante mondo del vino, scavando nella storia di cantine rinomate come la Cantina Contucci, “padri putativi” del Vino Nobile di Montepulciano (documento del 1773) contribuendo in maniera determinante a renderlo famoso nel mondo: “un vino ottenuto con le uve nobili destinato alle mense dei nobili”, o nella storia della famiglia Biondi Santi. Un viaggio rilassato che ha rafforzato ancora di più in me l’idea che l’Italia sia ricca di miracoli architettonici e paesaggistici riconosciuti a livello mondiale, ma che purtroppo vengono spesso bistrattati e sottovalutati dallo stesso popolo italico._DSC0381.JPG

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100 followers…sotto il sole della Toscana 

Ciao a tutti cari amici virtuali!!!! In primo luogo questo post ha lo scopo di RINGRAZIARE tutte le 100 persone che hanno deciso di seguire il blog di Partire con Alice – Coriandoli di Mondo!!!! Sono davvero felice che le mie storie e i miei racconti vi invoglino a leggerne sempre di nuovi e che abbiate voglia di viaggiare con me in luoghi vicini e lontani!!! Quindi davvero GRAZIE GRAZIE GRAZIE!!!❤️❤️❤️

Secondariamente chi nella ultima settimana ha dato una sbirciatina al mio blog avrà notato che a causa dei recenti attacchi alla capitale francese (perpetuati ahimè anche durante la notte scorsa) il mio viaggio parigino è stato annullato. Ma potevo mai rimanere a casa durante la mia ultima settimana di ferie?!? Eh no amici miei… E difatti è da ben 3 giorni che girovago in compagnia del mio ragazzo nelle meravigliose valli toscane!!!! Ebbene sì, siamo partiti un po all’avventura e abbiamo deciso su due piedi di visitare diversi borghi e paesini che costellano le terre toscane. Ad oggi i nostri vagabondaggi ci hanno fatto approdare a Lucca, Pisa, San Gimignano, Volterra, Castelfalfi, Siena, alla splendida ed affascinante Abbazia di San Galgano, Montalcino e in ultimis all’Abbazia di Sant’Antimo, meraviglia immersa nelle campagne toscane. Per il racconto di viaggio completo e dettagliato vi faccio attendere ancora qualche giorno, così da terminare il tour e tornare ahimè verso il Nord… Per vedere alcuni scatti della vacanza potete accedere al mio profilo Instagram direttamente tramite blog. A presto cari amici!!!! 

Lisbon style: 2nd day

 Quest’oggi amici miei munitevi di tanta voglia di camminare, tanta voglia di vedere cose nuove ma soprattutto di un buon paio di scarpe perché i saliscendi di Lisbona sono sì suggestivi e ricchi di fascino ma d’altro canto sono davvero difficili da affrontare soprattutto dopo una giornata passata a girovagare per i suoi vicoletti. Ma andiamo con ordine e partiamo dal primo vero viaggio in tram del mio soggiorno a Lisbona. Stamattina dopo un’abbondante colazione mi sono diretta verso Martim Moniz, capolinea di uno dei più famosi tram di Lisbona: l’Electrico 28. Non potevo assolutamente perdermi l’occasione di risalire le stradine strette dei quartieri popolari di Lisbona a bordo di questo pezzo di Storia. Dopo aver percorso Rua da Palma, il tram ansima sulle salite che portano al quartiere di Graça e da qui verso le discese delle stradine dell’Alfama fino alla Cattedrale di Sé, il mio personale capolinea. Qui il tram continua la sua corsa e il suo sferragliare verso Baixa, il Barrio Alto, Estrela ed infine il cimitero monumentale. Essendo la mia prima destinazione il quartiere popolare di Lisbona scelgo di scendere ai piedi di , meravigliosa cattedrale costruita nel 1150 sul terreno di una vecchia moschea islamica. Assolutamente da visitare il chiostro gotico cui si accede dalla terza cappella del deambulatorio con i magnifici scavi archeologici con reperti romanici e di altri periodi antecedenti la costruzione della cattedrale. Terminata la visita mi sono diretta alla vicina chiesetta dedicata a Sant’Antonio che sorge presumibilmente sul luogo della sua casa natale. Da qui mi sono mossa verso il Miradouro de Santa Luzia, che offre una vista magnifica dell’Alfama e del Tago e poi ancora più su verso il quartiere di Graça per visitarne la chiesa, Igreja da Graça. Per completare la visita del quartiere dell’Alfama mi sono diretta al famosissimo Castelo de São Jorge: classificato Monumento Nazionale con decreto Regio del 1910, il castello occupa un’area privilegiata dell’antica cittadella medievale costituita dal castello, dalle rovine dell’antico palazzo reale da parte del quartiere delle Elites. Bellissimo il giro lungo le mura medievali e le magnifiche vedute dalle torri e dai bastioni. La mia brevissima pausa pranzo si è consumata in tranquillità all’ombra dei grandi alberi della terrazza panoramica, che offre vedute spettacolari di Lisbona e del Tago. Ripercorrendo a ritroso le vie dell’Alfama mi sono lasciata alle spalle il Castello e Sé E vagabondando per le vie della città sono giunta nuovamente a Restauradores dove ho ultilizzato Per la seconda volta l’Elevador da Glória, una funicolare che risale la collina fino al Barrio Alto e al Miradouro de São Pedro. Visto che durante la prima giornata il tempo mi era scappato via veloce questo pomeriggio visito São Roque: sobria ed essenziale la facciata all’interno la cattedrale si rivela ricca ed interessante. Di nuovo una passeggiata lungo le vie alberate del belvedere di São Pedro E poi su fino alla Praça di Príncipe Real. Diciamo che per alcuni tratti Lisbona mi ricorda sia il decadentismo affascinante di Malta sia la bellezza di alcuni luoghi di Barcellona. Mi rilasso un attimo passeggiando tra le viuzze del parco e poi decido di prendere l’autobus 773 direzione Basílica da Estrela. Dopo circa una ventina di minuti raggiungo la basilica maestosa e bellissima situata proprio di fronte ai popolari giardini da Estrela, una valida copia dei giardini ti a Barcellona mi rubarono il cuore. Le gambe ormai fanno da sole non sono più io che scelgo la direzione; fatto sta che mi ritrovo sul tram 25 direzione Praça do Comércio. Da qui risalgo Rua Augusta, mi regalo ben due pastéis accompagnati dal liquore tipico di Lisbona, la GINJINHA (fortissimo per me che non bevo praticamente mai) e mi tuffo nel sottosuolo della città per ritornare stanca ma con gli occhi ricchi di bellezze nella tranquillità della mia stanza.

Ps domani ci aspetta BELÉM  

Paese che vai…pietanza che trovi – Tunisia 

Purtroppo negli ultimi tempi questo Paese è stato al centro del mirino della cronaca nera, prima con l’attacco terroristico al museo del Bardo, poi con la strage di Sousse. Ma questa terra fortemente occidentalizzata che pochi giorni fa è scesa in piazza per manifestare contro il terrorismo e ha decretato la chiusura di 80 moschee estremiste, è molto di più… Appena ne avrò l’occasione posterò il viaggio on the road che poco meno di un anno fa i miei genitori fecero in questa terra negli stessi luoghi colpiti dalla rete strangolatrice del terrorismo. 

Però in questo post volevo soltanto presentarvi un piatto tunisino ed algerino che proprio ieri sera ho preparato per la mia famiglia: la Shakshuka, un piatto unico a base di cipolla, aglio, pomodori, peperoni, pepe nero, spezie varie e uova. Il termine shakshuka infatti in lingua berbera significa “mistura”. È molto semplice da preparare e molto gustosa, da mangiare anche con pane pita o semplici crackers. 

– Ingredienti per 4persone

1cipolla – 1spicchio d’aglio – 1 peperone rosso (o 2peperoni dolci) – 1cucchiaio di paprika dolce – 1cucchiaio di cumino – 1di curcuma – basilico tritato a fresco – 400gr di passata di pomodoro – 4uova – olio evo qb 

Preparazione 

  1. Tritate finemente la cipolla, l’aglio e il peperone; 
  2. Scaldate l’olio in una padella antiaderente e aggiungere la cipolla e l’aglio e lasciarli ammorbidire per 5 minuti;
  3. Aggiungere il peperone e le varie spezie (io ho scritto quelle che ho effettivamente usato, ma voi potrete aggiungerne delle altre a vostro piacimento);
  4. Dopo aver lasciato cuocere i peperoni aggiungere la passata di pomodoro e il basilico tritato e lasciar cuocere per circa 15 minuti; 
  5. Ricavare poi degli spazi nella salsa e rompervi con delicatezza le uova; lasciar cuocere fino a quando i bianchi delle uova diverranno bianchi; 
  6. Servire caldo con una spolverata di basilico fresco. 

Vi assicuro che è davvero una ricetta semplice e gustosissima!!! 

   Buon appetito e a presto amici miei!!!

Paese che vai…pietanza che trovi – Parigi

Buon pomeriggio a tutti!!! Dato che la scorsa domenica non ho presentato una singola destinazione ma ben quattro (anche se a dire il vero solo alcuni luoghi di quattro destinazioni europee note ai più) ho deciso di presentarvi una ricetta tipica di una delle capitali europee che nella prima classifica personale occupa il primo posto (solo perché Barcellona non lo è della Spagna…). Comunque torniamo alla nostra ricetta… Vi voglio presentare la ricetta per la preparazione di uno dei primi piatti che ho assaggiato sotto l’imponenza di Montmartre (certo, prima di diventare vegetariana): il Croque Madame, un sandwich realizzato con ingredienti semplici ma combinati insieme in una maniera gustosa per creare un piccolo momento di piacere irresistibile e croccante: due fette di pancarrè che avvolgono un ripieno di formaggio e prosciutto cotto, per un gustoso toast da dorare in padella e servito con un uovo all’occhio di bue adagiato sopra. Beh prepararlo è davvero semplicissimo: 

Ingredienti per 2 Croque Madame: 

4 fette di pan carrè – 2 uova -4 fette di prosciutto cotto – 4 fette di edamer o 4 sottilette – un filo d’olio evo – sale qb

Preparazione

Scaldare il forno a 180° per 10 minuti. Disporre su due fette di pane le fette di prosciutto e il formaggio tagliato a scaglie o le sottilette se avete scelto questa opzione. Mettere in forno per 7-8 minuti. Nel frattempo in una padella mettere un filo d’olio e cuocere le uova. Sfornare i toast dal forno, impiantare e disporre sopra l’uovo.  

 Semplicissimo no?!? Bon appétit mes amis virtuels… À la prochaine fois!!!

Il cuoco vagabondo 

Ormai lo avrete capito, amo i viaggi e tutto quello che può in qualsiasi modo portare alla scoperta e alla conoscenza di vite ed universi lontani dal mio. È per questo che ultimamente, grazie al digitale terrestre, mi sono appassionata ad alcuni programmi che vengono mandati quotidianamente sul canale televisivo italiano della Feltrinelli, laeffe. Tra i tanti programmi che affascinano me e mia madre ce n’è uno che mi ha fatto esclamare sin dalla sua prima apparizione: “Accidenti questo è pazzo…vorrei proprio essere lui!!!”. Sto parlando del cuoco vagabondo, chef Fred Chesneau, sognatore, amante del mondo, ricercatore e, non in ultimis, cuoco di grand classe che potrebbe essere guidato nelle sue avventure on the road in giro per il mondo (conosciuto e non) da un mantra tipo questo: 

Quando è il viaggio che giustifica i mezzi, l’unico fine è scoprire stili di vita sempre nuovi, senza limiti né mezze misure. 

Ha girato in lungo e in largo, assaggiato i cibi più gustosi, speziati e ricercati, conosciuto le preparazioni più strane e complicate di ogni piatto senza fermarsi mai… Ed è vagabondo perché non è uno di quei cuochi che fanno visita ad altri grandi cuochi o chef stellati in giro per il mondo, ma esplora, oltre che l’eterogeneo universo culinario, gli usi e i costumi di popoli al limite della civiltà e della modernizzazione. È uno di quei personaggi con i quali mi piacerebbe oltremodo condividere una cena per poter viaggiare attraverso i suoi variegati racconti e i suoi strani aneddoti, attraverso la sua simpatia che lo ha fatto accettare benevolmente da popoli turisticamente lontani, come per esempio il Camerun, lo Sri Lanka, l’entroterra malgascio, popoli cambogiani… Se volete viaggiare anche voi con il simpaticissimo e bravissimo cuoco vagabondo seguite le sue puntate su laeffe tutti i giorni (dal lunedì al venerdì) alle ore 20:00 e in replica intorno alle 13:00.