Alla ricerca di ricordi…

In un annus horribilis come questo 2020 le priorità di ognuno di noi sono cambiate, modificate in maniera drammatica dall’arrivo di questo nemico invisibile. Ci siamo ritrovati incagliati in un universo che non ci apparteneva, che avevamo visto soltanto in quei film di fantascienza che mai avremmo potuto né voluto pensare potessero un giorno non tanto lontano diventare la nostra quotidianità. Ci hanno imposto un nuovo modo di vivere le nostre vite, le nostre esistenze, ci hanno privato della socialità, dell’essere parte di un gruppo di amici, ci hanno tolto di mezzo le tanto noiose cene di lavoro che adesso forse rivorremmo tanto, ci hanno tolto gli abbracci, i baci, le strette di mano, le partite a calcetto, i venerdì sera con le amiche, i bar stracolmi e le spese pazze del periodo natalizio. In un momento così paralizzante come quello che tutti noi stiamo vivendo, con restrizioni e limiti da tutte le parti, una cosa è sfuggita da DPCM e leggi sul soggetto. La nostra memoria. Ad inizio pandemia, quando mi sono ritrovata catapultata in un universo che non conoscevo e che non mi capacitavo potesse esistere, dagli spazi sconfinati dell’Odzala alla claustrofobia della mia stanza, la mia mamma mi ha ripetutamente incoraggiata a ricordare, a mettere nero su bianco pezzi di un viaggio che altrimenti con il passaggio degli anni sarebbero diventati evanescenti, che si sarebbero persi e confusi con altri ricordi, con altre memorie, con altri pezzi di un immenso puzzle che ci piace chiamare Vita.

E così ho deciso di farlo, di rimettermi per ore davanti al pc e ricostruire la mia avventura iniziata quel lontanissimo 6 gennaio 2018. E senza che forzassi niente, la mia memoria ha tirato fuori dal cappello dettagli, minimi particolari che hanno reso questa esperienza così totalizzante, così unica, così indelebile nella mia testa e nel mio cuore. Nel mio libro che spero presto tutti voi potrete leggere sto raccontando di tutto: ho parlato degli incontri con elefanti silenziosi, della prima volta in quelle foreste immense e selvagge, delle prime emozioni di fronte ad una famiglia di gorilla, ho raccontato di quando mi dovetti arrampicare su un termitaio con il mio amico e collega Clem per sfuggire ad un elefante, e di quando in Repubblica Centrafricana ho ricorso i Ba’Aka per partecipare ad una loro battuta di caccia. C’è tutto, e tutto era stato segretamente conservato nella mia memoria per tutto questo tempo, intatto, perfetto così com’era. La nostra memoria ci può far viaggiare indietro nel tempo, a quella volta in Thailandia, o a quell’altra in Messico, o a Parigi, ed allo stesso modo la nostra immaginazione può viaggiare in avanti, pensando a tutto quello che faremo una volta che saremo finalmente usciti da questo incubo terribile. Continuate a sognare, a pianificare viaggi futuri, camminate nei sentieri della vostra fantasia comodamente seduti sul divano di casa, leggete racconti di viaggio che possano essere utili alle vostre future peregrinazioni, ricercate mappe e disegni per rendere ancora più tangibili queste future partenze. Non spegnetevi mai, continuate a sognare, continuate a crederci.


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