La primavera ai tempi del Covid-19

E mentre noi eravamo imprigionati nelle nostre case, impastando dolci e focacce e cercando di impegnare il nostro tempo come meglio si confaceva alla situazione paradossale che ci vedeva vede tutti pedine nelle mani di un nemico invisibile e temutissimo, il mondo ha continuato a ruotare attorno al proprio asse, nulla si è fermato, il giorno lasciava spazio alla notte, e questa a sua volta salutava timidamente l’inizio di un nuovo giorno, nessuno si è accorto della nostra mancanza, tutto ha continuato a muoversi secondo leggi incomprensibili all’uomo moderno, leggi millenarie e sagge, e così anche ai tempi del Covid-19 è arrivata la primavera: gli insetti hanno continuato ad impollinare e a far fare l’amore alle acacie, ai pioppi, alle robinie; i trifogli selvatici si sono vestiti di un rosa acceso, che toglie il fiato per quanto è abbagliante e bello; le rose selvatiche hanno aperto i loro cuori ai maggiolini; i fiori bianchi e delicati delle amarene dondolavano dai rami come seduti su minuscole altalene, mossi soltanto dal ronzio assordante di decine e decine di api.

E durante une delle mie prime camminate nelle campagne che circondano casa mia dopo la tanto attesa fine del “tutto dentro” mi sono trovata a sorridere a tutto questo: ho sorriso alle capinere che allegramente saltellavano in un piccolo boschetto rendendomi impossibile fotografarle; ho sorriso ai papaveri, una distesa di centinaia e centinaia a formare una coperta rosso sangue in un ordinato campo di grano; ho sorriso agli insetti intenti a trasportare polline da un fiore all’altro, da una pianta all’altra, moltiplicando profumi e amore nell’aria; ho sorriso alle rose selvatiche, dolci boccioli semiaperti presi d’assalto da piccoli insetti dai colori iridescenti; alla coccinella, alla cavalletta, alle vespe ed ai ragni; ho sorriso alla coppia di cinciarelle che fanno avanti e indietro dal loro nido ben nascosto da occhi indiscreti; e ai balestrucci, finalmente tornati dai loro lunghi pellegrinaggi invernali. Tutti elementi di un intricato mandala; tutti ingranaggi della stessa macchina che dona la Vita; tutte frazioni di un intero; tutti figli della stessa Mamma.

Una passeggiata a contatto con la Natura è un invito, ora più che mai, alla riflessione, un invito che la Terra stessa ci rivolge in maniera silenziosa, un tacito accordo tra un parte ed il tutto; camminate lenti, fermatevi più e più volte ad osservare il dettaglio, annusate l’aria come fanno i cani, toccate le foglie, i tronchi, i fiori, avvertite la materia sotto le vostre dita, e sorridete a questa Natura meravigliosa.


Una risposta a "La primavera ai tempi del Covid-19"

  1. Meravigliosa la tua descrizione! Così come meravigliosa è la Natura che segue imperterrita il suo svolgersi, come dentro ad un programma che, sempre uguale, si ripropone sempre nuovo. Così ci sa stupire ogni volta.
    Ogni volta che con l’innocenza di un bimbo riusciamo a cogliere la bellezza di un fiore, il canto di un uccellino, e, nel silenzio, apriamo le porte della della nostra anima all’afflato della Natura. Lei parola a chi la vuole ascoltare!
    Grazie Alice! Anche per le Tue foto stupende!

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