Social distance… isn’t it? Riflessioni sull’essere sociale

Ci stavo riflettendo proprio oggi pomeriggio, quando dopo tantissimo tempo, risento la voce calma e delicata di un mio carissimo amico; ci raccontiamo per ore, parlando del mio Congo, della sua esperienza prima in Australia, poi in America e poi a Milano, parliamo dei nostri sogni, dei nostri progetti futuri, delle nostre ambizioni; parliamo anche della situazione che sta costringendo il mondo all’immobilità, ma siamo positivi e ci ricordiamo che il mondo dovrà ripartire, dovrà muovere il primo, seppur incerto passo verso il suo futuro; il mondo non può rimanere ancorato ad una situazione di apnea perenne, prima o poi il mondo ricomincerà a ruotare attorno al proprio asse e tutto, poco alla volta, tornerà ad essere “normale”, qualsiasi cosa questa parola voglia significare. Per me normalità sarà prendere un volo direzione Tanzania ed iniziare una nuova strabiliante avventure nel territorio ancestrale, per lui sarà tentare nuovamente di partire, direzione per ora ignota, ma sicuramente una delle grandi potenze che iniziano con la lettera A… Ed è proprio a seguito di questa telefonata, e poi di un’altra che seguì con un altro amico la cui voce non sentivo da mesi, che ho iniziato a riflettere su quello che giornali e televisioni continuano a ripetere in continuazione, come una nenia infinita e mono-nota: mantenete costantemente la distanza sociale di almeno 1 metro tra voi ed il resto dell’umanità che incontrate.
Ma siamo proprio sicuri che questa sia la definizione corretta? Quello che vedo ovunque, dai social ai balconi dei vicini, è proprio l’esatto contrario: ricerchiamo la socialità in messaggi vocali, in chiamate di famiglia, in aperitivi virtuali con amici sparpagliati per il mondo; riprendiamo contatti con persone che non sentivamo da settimane, mesi, e ci sentiamo tutti parte di un singolo hic et nunc, qui ed ora. L’essere umano è la versione più evidente di essere sociale, una parte di un tutto senza il quale non esisteremmo; la solitudine è accettata, se non ricercata alle volte, solo per determinati momenti della nostra vita: la vogliamo, la viviamo appieno, ci rinvigoriamo in questa situazione extra-ordinaria per poi rientrare a far parte di questo mondo, quello fatto di incontri, scontri, cene, aperitivi, cinema, teatro, camminate all’aperto, picnic, manifestazioni, concerti… Abbiamo bisogno della presenza delle altre persone per definire noi stessi come esseri umani; avvertiamo il bisogno del rapporto con il prossimo per assicurarci del nostro posto nel mondo. E’ questa la caratteristica che ci distingue davvero dagli altri esseri viventi: necessitiamo la presenza di altri esseri umani per definire i confini stessi di umanità. È un bisogno fondamentale: abbiamo tutti bisogno degli altri, soltanto che siamo incapaci di ammetterlo. Questa situazione ci ha spinto a farci domande che forse mai ci eravamo trovati ad affrontare, domande alle quali non sappiamo esattamente cosa rispondere; ci ha spinti in una direzione di asfissia ed immobilità, forzandoci alla reclusione sociale; ma ci ha spinti anche a riscoprire alcuni valori che la società odierna aveva dimenticato, o meglio accantonato e relegato in un bugigattolo senza luci, valori importantissimi come quello della famiglia, dell’amicizia, del tempo. Non voglio fare la filosofica, perché non lo sono mai stata e non lo sarò ora, ma ognuno di noi dovrebbe vivere appieno ogni singolo secondo di questa quarantena, perché il tempo non si sta fermando, e questo tempo nessuno ce lo ridà più. Quindi continuate sì a mantenere una buona distanza fisica dalle persone, ma non osate mai porre distanza sociale tra voi ed il mondo. Voglio chiudere questo post dedicandovi una poesia di cui mi sono innamorata anni fa, incontrata per caso come quasi tutte le cose belle che mi sono capitate nella vita. Buona lettura. E grazie
#iorestoacasa

Le cose che ho imparato nella vita

di Paulo Coelho


Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:

  • Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
    E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
  • Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla. – Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
  • Che le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
  • Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
  • Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
  • Che la pazienza richiede molta pratica.
  • Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
  • Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
  • Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto te stesso.
  • Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
  • Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
  • Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
  • Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
  • Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
  • La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
  • E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
  • Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
  • Non cercare le apparenze, possono ingannare.
  • Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
  • Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
  • Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
  • Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
  • Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
  • Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
  • Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
  • Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
  • Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
  • Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
  • Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange.

Una risposta a "Social distance… isn’t it? Riflessioni sull’essere sociale"

  1. Una ben articolata riflessione sul periodo che stiamo tutti vivendo. Mi trovo pienamente in sintonia. Mi auguro che questa esperienza abbia dato a tutti il modo di ripensare al nostro rapporto con tutti gli altri esseri viventi, non solo con gli umani….agli ecosistemi e su cosa produrre e come produrre. In parole povere, auspico che a tutti sia data la possibilità di riscoprire e di vivere in sintonia con i veri Valori della vita individuale e collettiva, in armonia con il nostro pianeta.
    Grazie Alice!

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