Self drive in Technicolor- Parte III

Avete ragione a rimproverarmi. È passato troppo tempo dal mio ultimo post nel quale ripercorrevo le strade impolverate dell’Africa e vi raccontavo del Moholoholo e dell’HESC; inoltre vi avevo anche promesso che presto vi avrei parlato di Mister West, dei suoi meravigliosi gattoni e degli avvistamenti selvaggi nelle terre sconfinate del Kruger. Ma poi il mio progetto segreto mi ha rapita per delle giornate intere e la cura del mio blog e dei miei cari followers è ahimè passata in secondo piano (p.s. Appena potrò vi svelerò il mio importante progetto segreto…ci stiamo ancora lavorando). Beh nonostante siano passati quasi due mesi dall’ultima volta che vi parlavo di tutto questo il mio cuore conserva ancora intatti i momenti sudafricani, le risate attorno al fuoco dopo giornate intense ed emozionanti, i racconti notturni di Mister West, il proprietario del Lion Tree Top Lodge, la guesthouse che ha ospitato me ed il mio ragazzo per quasi un’intera settimana; un omone sorridente e ciarliero in grado di trasportare chiunque sia anche minimamente  appassionato di natura e viaggi nel magico mondo della savana e del bush: i suoi racconti allietano le cene attorno al focolare e ci fanno conoscere un’Africa diversa, un’Africa ammaliante ed allo stesso tempo politicamente corrotta e pericolosa; ci parla con gioia delle sue figlie adottive, due meravigliose leonesse che con amore e dedizione ha cresciuto. Il Lion Tree Top Lodge ha questo di unico, di impagabile: la possibilità di percorrere le strade selvagge  del bush in compagnia di questi maestosi esemplari. È un’esperienza che non ha eguali, ti lascia con il fiato sospeso vedere queste creature correrti incontro ed invitarti al gioco, ti fa venire voglia di piangere dalla felicità, ti fa odiare ancora più profondamente se possibile quei maledetti bracconieri che giorno dopo giorno decimano la popolazione Che ad oggi conta soltanto 20mila esemplari di cui appena 3500 maschi. Le camminate nel bush ci regalano preziose informazioni sulla flora e la fauna che ci circonda, che i popoli africani idolatrano per i poteri che si nascondono nelle erbe, nelle foglie, nelle linfe delle piante. Il Lion Tree Top Lodge è magico, regala sensazioni che soltanto un Lodge immerso nella natura può darti, un assaggio di quel meraviglioso selvaggio che l’Africa rappresenta, con i suoi suoni, i suoi rumori, i suoi silenzi. E poi ancora il Kruger, un immenso polmone che ad ogni sorgere del Sole rinasce, si rinvigorisce, richiama alla vita centinaia di esemplari di impala, zebre, giraffe, gnu, babbuini, leoni, leopardi; una terra in continuo movimento, che cambia ad ogni sguardo, ad ogni respiro; uno spazio gigantesco dove l’occhio si perde nelle mille tonalità di verde e giallo che inondano il visitatore curioso; la forza della natura inversamente  proporzionale alla piccolezza dell’uomo. 

Una sola cosa allora volevo: tornare in Africa. Non l’avevo ancora lasciata, ma ogni volta che mi svegliavo, di notte, tendevo l’orecchio, pervaso di nostalgia.

(Ernest Hemingway)

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