Self Drive in Technicolor – Parte II

In questa seconda parte del mio viaggio a ritroso nei ricordi africani vorrei proporvi tre giornate alternative, sempre per rafforzare il contatto con la Natura dirompente e dominatrice africana. Per riprendere il primo post sul Sudafrica vi propongo un tour guidato in barca nel cuore del Blyde River Canyon, il terzo canyon più esteso al mondo e sicuramente il primo “canyon verde”, data la presenza di una vegetazione subtropicale abbondante e diversificata. L’avventura sulle acque permette di conoscere da vicino la Natura del Canyon, la storia dello stesso, e di vedere da un’altra prospettiva i grandi protagonisti del Canyon, come ad esempio le Three Rondavels o le magnifiche Kadishi Tufa waterfall (cascate Kadishi Tufa), le seconde cascate di tufo calcareo più alte del pianeta; l’erosione di queste cascate nel tempo ha portato alla formazione di quello che viene definito “il viso piangente della Natura”, un volto piangente scavato nella roccia di dimensioni notevoli. _DSC0519.JPGLa visita della durata di circa un’oretta e mezza scorre sulle acque tranquille e protette del Blyde Dam e, se siete fortunati come i sottoscritti, avrete la possibilità di scorgere ippopotami, coccodrilli, babbuini e leopardi (la nostra guida ci ha confessato però di aver avuto la fortuna di avvistarlo soltanto una volta nei suoi sette anni di carriera). Un breve viaggio che rafforza ancor più il senso di piccolezza degli uomini nei confronti della potenza della Natura.

La seconda visita che mi sento di consigliare è quella all’Hoedspruit Endangered Species Centre (HESC), un centro focalizzato sulla conservazione e sulla difesa di specie rare, vulnerabili e a rischio di estinzione. HESC è la prova tangibile di come l’uomo possa essere in qualche modo “utile” alla Natura e possa difendere attivamente animali ad elevato rischio di estinzione. Il centro è particolarmente attivo nella difesa dei ghepardi, nel trattamento e nella riabilitazione di rinoceronti vittime del bracconaggio oramai indiscriminato, nella salvaguardia dei magnifici licaoni (sono innamorata di questi canidi dal momento in cui li ho incontrati per la prima volta sui miei manuali di studio AIEA). Caricati su di un 4X4 verde militare il percorso guidato si snoda attraverso la piccola riserva dell’HESC, ci si avvicina a rinoceronti, caracal, serval, avvoltoi e licaoni e si conoscono da vicino situazioni tragiche che affliggono l’Africa e le sue meraviglie, come appunto la caccia indiscriminata all’interno delle riserve e la piaga dolorosa del bracconaggio.

Anche l’ultima visita si snoda all’interno di un centro di recupero, distante pochissimi chilometri dal Blyde Dam (quindi fattibile nella stessa giornata): The Moholoholo Wildlife Rehabilitation Centre, un centro di recupero e riabilitazione nato nel 1991 da un’idea di un certo Mr Strijdom, proprietario del terreno sul quale ora sorge il centro. Anche questa visita appesantisce il cuore, perché in una camminata di circa un’ora il volontario che guida “la spedizione” parla di tutto quello che capita in Africa alle specie più disparate, dal ghepardo al ratele, dal  bucorvo di Leadbeater al leopardo, dal leone al licaone.

Nel prossimo post vi parlerò della mia Africa, dell’immensità del Kruger, di Mr. West, il papà di due meravigliose leonesse 17 mesi di 140kg, di Tena e Demi e di molto altro ancora!!! Una buona domenica a tutti miei cari followers, a presto!!!

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