Noi, un’auto verde e Tenerife 

Chissà perché le settimane di ferie volano via così veloci… Ed io mi ritrovo sul divano a raccontarvi dei nostri vagabondaggi a bordo di un fagiolino verde decappottabile che ci ha portati a conoscere la complessa articolazione del territorio e le diversità climatiche di Tenerife che hanno creato una varietà di micro ambienti ciascuno con una propria vegetazione particolare: ginestre e violette del Teide crescono le falde del vulcano; palme da datteri nelle zone subtropicali e ,secondo la zona e l’altitudine, banani, alberi da frutta, mandorli, pini, castagni, fichi d’India e piante autoctone particolarmente resistenti ad ambienti aridi come per esempio il drago e il lauro selvatico.

La nostra conoscenza dell’isola più vasta dell’arcipelago delle Canarie parte proprio dal capoluogo Santa Cruz de Tenerife, Dove si basa anche il nostro quartier generale, un appartamentino grazioso e a due passi dal centro trovato grazie ad Airbnb. Punto focale del capoluogo è la Rambla, il bel viale alberato che conduce in Plaza de España, nei pressi del porto; sulla piazza si affacciano il settecentesco Palacio Insular, sede dell’amministrazione locale e dell’ufficio di informazioni turistiche e il Museo Archeologico. Pur essendo la capitale Santa Cruz è a misura d’uomo quindi è rilassante passeggiare senza una meta ben precisa per le sue viuzze o lungo il paseo marítimo per abbracciare il blu intenso delle acque dell’oceano; A pochi chilometri dalla città si trova poi una delle spiagge più famose delle Tenerife, Las Teresitas, caratterizzata dalla fine sabbia dorata riportata dal Sahara.

 Ad una manciata di chilometri  dalla capitale raggiungiamo la seconda città dell’isola, La Laguna, protetta dall’Unesco come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Ci sono tantissime cose da vedere, quindi piuttosto che un itinerario mi sentirei di consigliarvi una passeggiata per il suo meraviglioso centro storico che accoglie edifici civili e religiosi di grande interesse, come le case (Adelantados, Corregidor, Lercaro e altre) e alcuni edifici religiosi, come la cattedrale di Los Remedios e la chiesa de La Concepción. Prima di raggiungere un’altra località famosa da un punto di vista turistico ci dirigiamo nella valle di Orotava; in questo ambiente verde di banani e pini canari sorge l’antico borgo di Orotava, il cui centro storico è stato dichiarato monumento nazionale che merita una passeggiata non frettolosa fra i palazzi signorili i cortili ombreggiati le piazze e i vari casali. Da vedere assolutamente la Iglesia de la Concepción e la Casa de los Balcones.

 Terminata la visita a questo borgo antico ci dirigiamo verso Puerto de la Cruz, primo centro turistico dell’isola elegante e dall’atmosfera esotica. La zona costiera offre le attrazioni più interessanti, come il molo vecchio, il lungomare o il Piscine Martianez, un insieme di piscine progettate dall’architetto César Manrique, originario delle Canarie. Appena fuori dalla città da vedere assolutamente il Giardino Botanico fondato nel 1788, con una grande varietà di piante tropicali. A chiudere la giornata Icod de los Vinos, Dove relativamente stanchi e a lungo andare rimaniamo affascinati di fronte al drago millenario, l’albero più antico delle Canarie e uno dei simboli più famosi dell’isola.

Il Drago Millenario di Icod de los Vinos

La giornata che segue, a causa del tempo instabile e dei grandi nuvoloni scuri che incombono sulle nostre teste, la dedichiamo alla scoperta del monte Anaga, nel nord dell’isola: esplorare Anaga è viaggiare in un luogo dallo spiccato sapore rurale e ad un’epoca passata, quando la relazione tra l’uomo e l’ambiente era più stretta… Sul cucuzzolo della montagna facciamo un incontro che mai ci saremmo aspettati di fare: Domingo, un uomo di mezza età che da circa una decina di anni vive in una sottospecie di casa caverna insieme a cani, gatti, galline e una capra lontano dal frastuono della città e dalla vita che noi tutti consideriamo normale. Rimaniamo affascinati e un po’ perplessi di fronte a quest’uomo che ci dice che se vogliamo tornare un posto per dormire con lui ce lo trova sempre… La giornata scorre via veloce e nel pomeriggio raggiungiamo Punta de Hidalgo sulla costa settentrionale di Tenerife ai piedi dei monti Anaga.

Persi nella vegetazione di Anaga

 

Un’intera giornata la dedichiamo al Teide e ai meravigliosi paesaggi  selvaggi che si susseguono durante la nostra ascesa al monte più alto non solo delle Canarie ma anche di tutta la Spagna continentale. Superata una zona caratterizzata da vegetazione semi-alpina si percorre una vallata formatasi nel corso di eruzioni vulcaniche sino ai piedi del Teide e alle Roques de Gracia, famosissime particolarissime formazioni rocciose.

Roques de Gracia

  Il nostro ultimo giorno sull’isola lo dedichiamo al relax, al mare e al sole delle Tenerife che nonostante sia ancora presto per concedersi un bagno, ci regala una tintarella niente male. Ultimo consiglio che mi sento di darvi: se vi trovaste da queste parti non buttate via tutto il tempo che avete bighellonando tra le spiagge famose del sud, ma esplorate, scoprite lo Straordinario Nascosto nelle terre di quest’isola fantastica.

 State connessi… A breve vi svelerò la destinazione del mio prossimo viaggio❤️🦁❤️🐍❤️🐘

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