Innsbruck in moto

Buongiorno a tutti cari amici!!!! Considerato che oggi è la giornata della mamma mi sono permessa di dedicarle questa proposta di viaggio. In che modo vi chiederete…beh, rubandole una pagina del suo diario di bordo😄. Questa proposta di viaggio è stata redatta dalla mia mamma durante uno dei tanti viaggi on the road che mamma e papà si regalano di tanto in tanto quando sono stanchi della quotidianità e della routine domestica. Quindi GRAZIE MAMMA non soltanto per avermi regalato questo racconto per poterlo condividere con i miei cari followers, ma grazie soprattutto per essere la madre perfetta che sei!!!❤️❤️❤️ 

Stop ai sentimentalismi😊, iniziamo questo racconto su due ruote!! 

Mi piace andare in moto per cui in estate organizzo volentieri qualche giretto sulle due ruote. A volte coinvolgo altre  coppie di amici motociclisti, a volte siamo solo io e mio marito. Il viaggiare in moto mi dà un grande senso di libertà, ti evita alcune code e ingorghi stradali, ti permette a volte di arrivare dove non potresti con la macchina. Di contro il partire in vacanza in moto implica avere un bagaglio ridotto al minimo necessario, non avendo un bagagliaio d’auto a disposizione. Quest’anno abbiamo deciso di visitare Innsbruck, percorrere la Grossglockerstrasse e rientrare in Italia da Dobbiaco, un giro di circa 1000 km da fare in 4 giorni.

1° giorno – Imbocchiamo l’autostrada del Brennero e usciamo ad Innsbruck non prima di aver acquistato presso una stazione di servizio la “vignetta” per circolare su superstrade e autostrade austriache (la più piccola vale 10 giorni e costa € 4,90 e va applicata in modo ben visibile). Ho fatto tutte le prenotazioni alberghiere su Booking e senza grosse difficoltà il nostro navigatore ci porta davanti all’hotel dove pernotteremo (Hotel Tautermann) scelto soprattutto per la posizione: è proprio a 5 minuti di cammino dal ponte sul fiume Inn, percorso il quale si entra nel centro storico di Innsbruck. Scarichiamo i bagagli e sistemiamo le moto, una doccia veloce e un cambio d’abiti e partiamo subito alla scoperta della capitale del Tirolo cullata dall’Inn.

Il cuore storico è piccolino, pieno di turisti seduti ai tavolini dei bar e dei numerosi ristoranti che possono soddisfare ogni appetito.

Foto classica al Tettuccio d’Oro, alla Torre Civica e poi decidiamo di visitare il Palazzo dell’Imperatore (Kaiserliche Hofburg). Ammiriamo il lusso e lo sfarzo in cui si muoveva l’imperatrice Maria Teresa e i suoi 16 figli; il bellissimo salone di rappresentanza (Sala dei Giganti) rievoca subito i meravigliosi balli della Principessa Sissi che qui soggiornò per particolari periodi nella metà del XIX sec. Ci troviamo poi per caso alla stazione degli autobus e vediamo pronto alla partenza il bus-navetta per I mondi di cristallo Swarovki (Kristallwelten –  ingresso € 11 + navetta € 8 a/r), di cui tanto avevamo sentito parlare che è ubicato a Wattens ( 18 km. da Innsbruck). Lo visitiamo ma pur restando abbagliati da alcune installazioni ed opere, nello stesso tempo usciamo un po’ delusi da questo luogo: personalmente mi aspettavo di vedere e conoscere meglio la storia e la lavorazione di questi famosi cristalli. Ritorniamo in città che ormai è ora di cena; scegliamo un locale lungo il fiume ma badiamo poco al menù tirolese e ordiniamo pizza e birra. La stanchezza un po’ si fa sentire.  

 

2° giorno – Dopo un’abbondante colazione e ricaricati i bagagli sulla moto, partiamo in direzione Schwaz (30 km. da Innsbruck) per visitare la miniera d’argento più grande d’Europa fin dai tempi del Medio Evo.(http://www.silberbergwerk.at/quickinfos/madre-delle-miniere/)

E’ aperta dalle 9 alle 17, ma l’ultimo ingresso è alle ore 16, il biglietto costa € 16. Quando acquisti il biglietto ti dicono a che ora devi essere pronto per entrare in miniera e pronto vuol dire che devi aver indossato elmetto e mantella cerata prima di salire sui vagoncini che ti porteranno per circa un km. all’interno della montagna. Era tanto tempo che desideravo visitare una miniera ed ero anche preoccupata di avvertire un senso di soffocamento e angoscia nell’entrare in cunicoli stretti e bui, mentre non ho avuto alcun tipo di ansia, la temperatura è decisamente fresca e il percorso è ben illuminato e molto ben illustrato e spiegato anche con l’ausilio di filmati di cui si può ascoltare l’audio in varie lingue. Ci siamo molto divertiti ma abbiamo anche capito quanta fatica, lacrime e dolore racchiude il lavoro in miniera. Riprendiamo la moto e andiamo in direzione Zell-am-See, piccolo paese medievale adagiato sul lago Zeller e attorniato da montagne e ghiacciai. Un veloce giro nel centro del paese che come tutti quelli visti ci colpisce per la pulizia e il silenzio, pur essendoci molta gente seduta ai tavolini o a passeggio si avverte solo un lieve mormorio di sottofondo, noi italiani siamo forse un po’ troppo “caciaroni” e questo silenzio un pochino ci inquieta. Altra sosta la facciamo a Bruck, per vedere il punto di partenza della Strada Alpina del GrossGlocker, considerata una delle più belle strade di alta montagna del mondo, che ci attende domani.

La pietra miliare n. 0 che indica l’inizio della strada si trova accanto alla Locanda Lukashansl, vicino al Ponte sul fiume  Salzach. Per il pernottamento avevo prenotato all’Hotel Wasserfall a Fusch, pochi km. dopo Bruck. Poiché queste strade sono molto frequentate dai motociclisti parecchi Hotel includono nelle loro insegne scritte di benvenuto ai bikers  o appendono modellini di moto molto simpatici.   

3° giorno – Finalmente è arrivato il giorno in cui percorreremo la famosa GrossGlockerStrasse,  (http://www.grossglockner.at/it/)  48 km di puro piacere di guida che conduce ai piedi della montagna più alta d’Austria, attraverso curve, tornanti e panorami mozzafiato. La strada è aperta da maggio ad inizio novembre ed è soggetta al pagamento di un ticket (24 € per le moto, 34 € per le auto). Siamo fortunati poiché è una bellissima giornata di sole ed infatti incontriamo tantissimi motociclisti che come noi si apprestano a percorrere i 2500 mt. di dislivello che ci porteranno alla Punta Edelweiss a mt. 2571, il punto di osservazione più alto e spettacolare, dove troveremo parcheggi riservati alle moto, armadietti gratuiti dove mettere giacche e caschi, ristorante e bar, l’osservatorio Swarovski. L’asfalto è in ottime condizioni ed è davvero uno spettacolo della natura quello che ad ogni curva ci riempie gli occhi. Per arrivare alla Punta Edelweiss gli ultimi sette tornanti sono stretti, molto ripidi e lastricati ancora con i ciottoli dell’anno di costruzione 1935. La nostra moto ci porta a destinazione e la foto d’obbligo è sotto al cartello che indica l’altitudine. Dalla torre belvedere eretta nel 1955 lo sguardo può volgere a 360° ammirando la maestosità delle montagne di fronte a cui si resta semplicemente senza parole. Scattiamo foto, beviamo e mangiamo qualcosa al rifugio, camminiamo un po’ per i sentieri qui intorno e ammiriamo divertiti le marmotte che certamente un po’ ormai sono abituate alla gente, ma risultano davvero tanto simpatiche. Nel pomeriggio riprendiamo la moto e scendiamo la GrossGlockerStrasse in direzione Helligenblut, Lienz, Strassen, dove ho previsto il pernottamento presso l’Hotel Lenzer. Quando arriviamo sono ormai le ore 19 e decidiamo di cenare presso l’hotel stesso, assaggiando così alcune specialità locali.   

4° giorno – Come al solito iniziamo con un’abbondante colazione, quindi si parte in direzione S. Candido, Dobbiaco, Cortina, Passo Falzarego dove purtroppo comincia a piovere, quindi dobbiamo fermarci per indossare le tute antipioggia (compagne di ogni motociclista) che ci consentono poi di proseguire anche se a velocità più ridotta. Continua a piovere, poco per fortuna, fino al Passo Pordoi dove ci fermiamo per qualche foto e per un caffè e the accompagnati da una buonissima fetta di Sachertorte. Nel frattempo ha smesso di piovere, così ci togliamo le tute e le riponiamo nelle borse. Purtroppo è già pomeriggio inoltrato e il cielo è comunque molto nuvoloso, altrimenti ci invogliava salire con la funivia fino al Sass Pordoi (2950 mt.) la più incredibile terrazza naturale sulle Dolomiti. Risaliamo sulla moto e ci dirigiamo verso Cavalese, quindi entriamo in autostrada a Egna-Ora, verso casa.   

I km percorsi non sono poi tanti, avendoli divisi su quattro giorni, però abbiamo affrontato tantissima strada di montagna, salite, discese, tornanti , passi e valichi, sole e pioggia.

Ritorno a casa sempre molto soddisfatta e con tantissimi scatti fotografici da sistemare, oltretutto tengo sempre una piccola digitale nella tasca della giacca da moto e scatto anche mentre sono in viaggio, stando naturalmente attenta alla strada o nei punti in cui si rallenta per traffico o altro.

Questi  percorsi  itineranti sono certamente più stancanti rispetto ad altre vacanze, ma mi lasciano sempre tanti ricordi ed emozioni che mi ripagano dalla fatica.

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2 pensieri su “Innsbruck in moto

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