Destinazione: Angkor – Parte II

Neak PeanAngkor arriviamo!!! La sveglia suona all’alba, la giornata si preannuncia ricca di sorprese ed emozioni. Dopo una colazione ricca ma fugace ci dirigiamo verso il sito archeologico di Hariharalaya, città pre-angkoriana, nota ai più come Rolous. La prima attrazione che visitiamo è il Preah Ko, archetipo perfetto di santuario dinastico. Abbiamo la fortuna di arrivare con largo anticipo rispetto agli altri gruppi, cosicché l’esplorazione di questo tempio avviene nella solitudine più perfetta e le foto che riusciamo a scattare sono sorprendenti. Un rapido trasferimento in bus e arriviamo rapidamente al Bakong, il tempio-montagna più imponente del gruppo di Rolous. Anche in questo caso l’esserci svegliate prima del sorgere del sole ha i suoi vantaggi e riusciamo a raggiungere la vetta di questo imponente tempio in anticipo rispetto agli altri gruppi, godendo di una vista mozzafiato sulla vegetazione e sui templi circostanti. Dopo un pranzo veloce ci rechiamo all’ultima costruzione del gruppo, quella forse più bistrattata per non so quale recondito motivo: il Lolei, dove un gentilissimo monaco ci accompagna per un tratto di strada parlandoci della sua vita e della sua missione. Saltiamo a bordo del nostro bus e rientriamo a Siem Reap e visitiamo il Museo Nazionale di Angkor, dove facciamo per la prima volta conoscenza della statuaria e delle meraviglie del regno khmer. La nostra giornata si conclude sul Tonle Sap, il lago più grande del sudest asiatico: prendiamo una piccola imbarcazione che nel giro di 30/40 minuti ci porta nel bel mezzo del villaggio galleggiante di Mey Chrey. Una visita obbligata, ma anche un tuffo al cuore perché per noi occidentali viziati quel vivere in capanne galleggianti senza elettricità né tantomeno acqua corrente rappresenta una situazione ai limiti del paradosso e dell’accettabile. Ci godiamo un meraviglioso tramonto e completamente immerse nel buio più totale rientriamo in hotel con gli occhi carichi dei sorrisi dei bambini del villaggio.

A wonder wall

Ci siamo, oggi inizia la scoperta della meravigliosa ed immensa area archeologica di Angkor!!! Ormai abituate ci svegliamo prestissimo, cariche ed euforiche. La strada che divide il nostro hotel da Angkor è davvero breve ed in una manciata di minuti raggiungiamo il Prasat Kravan, una delle costruzioni più antiche dell’area, composto da 5 prasat in mattone dedicati a Vishnu. La fortuna ci assiste ed accompagnate solamente da una giovane coppia di tedeschi visitiamo il sito, per poi spostarci rapidamente nell’area del grande bacino della abluzioni, lo Srah Srang; decidiamo di allungare il nostro percorso aggiungendo la visita al monastero buddhista di Banteay Kdei, che Canel dice ricordare per molte caratteristiche il Ta Phrom che visiteremo il giorno seguente. Qualche foto d’obbligo, e di nuovo in marcia verso un’altra imponente attrazione di Angkor: il Pre Rup, tempio dalle imperiose dimensioni. Dopo una veloce pausa pranzo in un meraviglioso “agriturismo” immerso nelle campagne cambogiane risaliamo sul nostro bus alla volta del bacino artificiale oggi prosciugato chiamato Baray Orientale, al cui centro sorgono le rovine del meraviglioso tempio Mebon, il tempio degli elefanti, così denominato per la presenza di splendidi elefanti collocati agli angoli delle terrazze. Accaldate, stanche ma ancora desiderose di scoprire usciamo dall’area di Angkor e ci dirigiamo al Nord verso il Banteay Srei, meglio noto come la “cittadella delle donne”: qui rimaniamo incantate dalla raffinatezza dei bassorilievi, dal meraviglioso color rosa dell’arenaria e dalla pace che sembra abbracciare l’intero complesso. Ultimo spostamento: rientriamo nell’area di Angkor e visitiamo gli ultimi templi in programma per oggi: il Neak Pean, che Canel ironicamente compara alla Lourdes occidentale, in quanto questo tempio veniva e viene tutt’oggi considerato un luogo sacro, le cui acque avevano il potere di guarire chiunque vi si immergesse; già il raggiungimento di questo santuario posto al centro di un Baray è affascinante e ci porta in un’altra dimensione spazio-temporale: percorriamo un lungo vialetto di legno circondato da una fitta vegetazione nata sulle acque chete del Baray; e il Preah Khan, colossale monastero fortificato contornato da un canale. Non ancora sopraffatte dalla stanchezza, dopo una doccia rigenerante, decidiamo di uscire per una visita by night del mercato notturno di Siem Reap!!!

Ta ProhmNuova giornata di visite ad Angkor!! Essendo l’ultima giornata utile decidiamo di sfruttare al massimo il tempo rimastoci a disposizione; iniziamo la visita dal tempio più maestoso e rinomato dell’area, l’Angkor Wat. Sorpassiamo la galleria della prima terrazza, la famosa galleria dei bassorilievi, dove ci concederemo di tornare più avanti, per raggiungere subito il culmine dell’Angkor Wat, dove circondati da figure di devata, meravigliosi bassorilievi ed imponenti prasat ammiriamo dall’alto la magnificenza e la vastità della zona. Ritorniamo nella già nominata galleria del bassorilievi, dove una profusione di immagini e figure si estendono per migliaia di metri. I bassorilievi si dispiegano per tutta la galleria con una raffinatezza strabiliante e raffigurante uomini, donne, animali, geni, titani e di dei, richiamando episodi di poemi epici cari all’India: il Mahabharata e il Ramayana. Lasciamo l’Angkor Wat decise a tornarci per ammirare il nostro ultimo tramonto in terra cambogiana e ci dirigiamo ad un altro grande tempio, conosciuto da molti per il fatto di essere stato scelto come location di molti film d’avventura come “Tomb Raider” e “Due Fratelli”: il Ta Prohm. E’ il chiaro esempio di come la Natura vincit omnia: gli archeologi al momento della scoperta decisero di lasciare tutto così com’era stato rinvenuto, aprendo solo dei varchi per permettere il passaggio dei turisti ammaliati dalla grandiosità dei ficus e degli alberi strangolatori che nei secoli si sono uniti alle strutture del tempio, creando involontariamente un luogo dalle forti suggestioni. Torniamo sul tracciato per raggiungere un altro grande sito dell’area archeologica: l’Angkor Thom, ultima capitale fortificata del regno khmer. Al centro dell’area si trova il Bayon, il meraviglioso tempio adornato da una serie di bassorilievi e riconosciuto dai turisti per la presenza di 216 volti enigmatici. Più a nord visitiamo il Baphoun, tempio dedicato a Shiva, e l’area del Palazzo Reale, dove abbiamo ammirato sia la Terrazza degli Elefanti sia la Terrazza del Re Lebbroso, dove Canel ha tirato fuori dal suo cilindro magico storie ed aneddoti sull’impero Khmer e sul sovrani più influenti. Per non perderci l’ultimo spettacolo ritorniamo all’Angkor Wat e prendiamo posto sulle rive del bacino per goderci il meraviglioso spettacolo che solo la Natura può offrirci: il riflesso del tempio sulle acque immobili rimarrà per sempre nella mia memoria e nel mio cuore!!!Angkor Wat - tramonto

L’ultimo giorno in terra cambogiana lo dedichiamo alla visita del mercato di Siem Reap, dove ci concediamo l’acquisto di souvenirs, spezie e cibi particolari; da qui poi raggiungiamo il centro artigianale Les Artisans d’Angkor, dove i giovani vengono avviati all’apprendimento delle arti; luogo particolare per vedere gli artigiani all’opera, anche se comprare nella boutique adiacente è un po’ un salasso dati i prezzi notevolmente elevati. Ultimo pasto a Siem Reap e poi via, tristi ma entusiaste del viaggio fatto, ci dirigiamo verso l’aeroporto per il volo di rientro in Italia.

Si conclude qui il nostro viaggio alla scoperta di uno dei Paesi più ammalianti e ricchi di fascino del sud-est asiatico. Continuate a seguire il mio blog per continuare a viaggiare…almeno con la nostra immaginazione!!!

Per altre foto del mio viaggio in Cambogia visitate il mio profilo Flickr

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4 pensieri su “Destinazione: Angkor – Parte II

  1. Diversi amici che sono stati ad Angkor me ne hanno parlato bene. Quando andrò da quelle parti, terrò sicuramente presente tutte le tue indicazioni.
    Lasciami aggiungere che la prima fotografia è SPETTACOLARE!!! 🙂

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  2. Alice, stupendo!! Che esperienza, in Cambogia dovevo andarci parecchi anni fa e poi è saltato tutto 😦 Chissà quando si ripresenterà l’occasione! Grazie cmq per avermi fatto sognare un po’!!

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