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Cambogia: Angkor e l’Asia dei tempi perduti

               

 La Cambogia è prima di tutto Angkor, descritta a fondo nella guida, con le mappe dei principali monumenti e una legenda che ne descrive le caratteristiche. Ma la Cambogia non è solo Angkor. È anche Phnom Penh – la capitale – con i suoi mercati e la possente statuaria in pietra del Museo Nazionale, con le eleganti forme del Palazzo reale e le tragiche immagini del Museo-prigione S21 che evoca il feroce regime dei Khmer rossi. La Cambogia è anche la navigazione sul Tonle Sap e nel Grande Lago attraverso la foresta allagata, sono le spiagge incontaminate e le isole disabitate del golfo di Sihanoukville, le torri santuario degli antichi regni di Funan e di Ce-La. La Cambogia è anche il Mekong, che dal Laos scende nella pianura precipitando dalle rapide che segnano il confine tra la terra del popolo khmer e l’antico Lanc Xang, il paese del Milione di elefanti. Cambogia vuol dire anche “minoranze etniche” in particolare ai confini con il Laos e la Thailandia, in un itinerario fuori dal tempo dove il turista è ancora un “essere” sconosciuto.

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